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Orlando
Piraccini è nato a Cesena nel 1948. Studioso e critico darte,
giornalista, opera attualmente allIstituto per i Beni Culturali
della Regione Emilia-Romagna, dove tra laltro è redattore
della rivista IBC. Autore di progetti museali e curatore di mostre
dedicate specialmente allarte del Novecento, ha allattivo
un vastissimo numero di pubblicazioni, tra le quali figurano monografie
di artisti contemporanei e diversi repertori dedicati al patrimonio
artistico otto-novecentesco in ambito emiliano. Fa parte del Comitato
Scientifico di Villa Franceschi.
Mentre prende avvio la Villa Franceschi
virtuale e ci troviamo nella fase finale di strutturazione del museo
reale, anche sulla base degli indirizzi elaborati dal comitato scientifico,
come prefiguri che sarà la Gallera Villa Franceschi?
Intanto, si chiamerà galleria,
ma niente a che vedere, ne sono certo, con quei tunnel museali nei
quali larte dei nostri tempi si trova solitamente reclusa
risultando di fatto poco invitante per i visitatori. Villa Franceschi
diventerà qualcosa dimportante se saprà essere
innanzitutto attraente, un luogo confortevole. Se sarà uno
spazio aperto alla rappresentanza e allincontro delle odierne
culture artistiche con le loro molteplici e variegate espressioni,
ma anche specola protesa sul vasto orizzonte della creatività
contemporanea, in grado al tempo stesso di cogliere anche episodi
e manifestazioni dinventiva e di operosità direttamente
innestati nella realtà e nellambito territoriale locali.
E quindi spazio aperto per le opere
darte, ovviamente. Ma anche libero spazio per la conoscenza
dellarte contemporanea, grazie alla dotazione di fonti tradizionali
della ricerca così come di quelle tecnologicamente più
avanzate ed idonee ad una esplorazione davvero globale.
Immagino una Franceschi poco museo e persistentemente
molto villa, insomma. Una villa per larte, dentro la quale
si possa star bene tutti: quelli che espongono e propongono,
quelli che osservano e quelli che studiano, quelli che navigano,
quelli che imparano a fare arte, quelli che semplicemente curiosano.
Una villa aperta alla vaga e mirabolante creatività giovanile,
una villa nella quale trovi perfino asilo la giocosa laboriosità
degli artisti in erba.
Cosaltro immagini che accadrà
nella Galleria?
In primo luogo, naturalmente, che si
dia spazio al patrimonio artistico comunale, quello costituito dalle
centinaia di opere acquisite dal dopoguerra ad oggi, che comprende
non pochi esemplari dun certo interesse. Non va dimenticato
che la Galleria potrà anche contare su un consistente nucleo
di proprietà della Regione Emilia-Romagna già depositato
a Riccione. Si tratta di un gruppo di opere davvero rappresentativo
della vicenda figurativa italiana del dopoguerra, incentrato nella
cosiddetta Raccolta Arcangeli con dipinti di artisti appartenenti
alla sfera critica del celebre studioso bolognese.
Una galleria che si rispetti conserva,
valorizza, promuove, incrementa il proprio patrimonio e questo di
sicuro accadrà anche a Villa Franceschi. Poi cè
una storia, recente quanto si vuole, come quella novecentesca, che
va riscoperta e riproposta. E una storia che riguarda Riccione
città balneare, ma anche Riccione centro vitale di cultura
e di arte, come attestano certi eventi espositivi, manifestazioni,
iniziative pubbliche risalenti ai decenni passati. E su queste
radici, in fondo, che sinnesta naturalmente lodierna
galleria di Villa Franceschi.
Dato lattuale contesto delle arti
visive, come valuti la strada intrapresa dallAmministrazione
comunale di Riccione per la costruzione di una rete di rapporti
con i più diversi soggetti che operano nel mondo dellarte,
a cominciare da quelli istituzionali?
Già ora, in questa fase per così
dire virtuale di Villa Franceschi, mi pare che l'Amministrazione
Comunale di Riccione stia egregiamente operando per costruire una
rete di rapporti, di intese, di negoziati con altre istituzioni,
con altri soggetti ugualmente interessati ai fenomeni della creatività
artistica del nostro tempo. Mi sembra che un tale impegno risponda
tra l'altro ad un preciso indirizzo, quello del rafforzamento del
sitema museale regionale, che vede impegnata con ottimi risultati
la stessa Amministrazione Provinciale di Rimini.
Tutto questo nella piena consapevolezza,
io credo, che l'arte contemporanea è ancora in Italia la
cenerentola della cultura nazionale, se si guarda a quel che sono
oggi i reali investimenti ad esempio nella direzione degli incrementi
patrimoniali dei musei pubblici, alla carenza di strumenti incentivanti
a favore della creatività giovanile, all'arretratezza del
sistema formativo nel campo delle arti visive e via dicendo. Per
questo, un museo che nasce rappresenta un evento di straordinaria
importanza anche per il contributo che può fornire alla ripresa
del sistema delle arti visive nel nostro paese, cominciando proprio
dalle singole realtà locali nelle quali esso si trova ad
operare.
A me sembra che per le motivazioni e le intenzioni
che l'Amministrazione Comunale di Riccione ha messo in campo, Villa
Franceschi stia già attirando molte attenzioni su di sé
dal mondo delle arti e della cultura contemporanea in genere.
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