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Immagini
come preghiere struggenti, vibranti di un soffio sacro: invocazioni
intense di dolore o inni mistici di fede.
Una fede pura, primordiale, che attraversa e accompagna Georges
Rouault attraverso il suo percorso artistico, fino a trovare il
suo apice nella realizzazione delle incisioni del Miserere,
realizzate tra il 1917 e il 1927.
La cartella completa del Miserere,
edita da Ambroise Vallard nel 1948, si compone di 58 tavole, incise
con lacquaforte ed altre tecniche calcografiche. 58 essenziali,
monocrome incisioni che costituiscono una sorta di grido disperato
delluomo nei confronti di unimmane e sterile tragedia
quale era stata la guerra mondiale del 1915-18: un grido lacerante
di dolore, ma anche di rabbia, di nostalgia, di protesta.
Nella prefazione allopera Rouault aveva scritto: La
pace sembra di rado regnare su questo mondo angosciato da ombre
e parvenze. Ombre e parvenze sono gli incubi di una realtà
devastata dal dolore del conflitto, del male e della sofferenza
insiti nella condizione umana.
Una messa in scena e insieme una tragica testimonianza della bruttezza
connessa al mondo umano, alla quale si associa il nero, il colore
che predomina nellopera, in segni espressionisti, spessi ed
incisivi. Un nero spesso e materiale, nel quale il senso sembra
essere scomparso per lasciare posto alloscurità. Nero
come il male, come la morte, o come la follia.
Ma dalle tele oscure spiccano, come per incanto, dei bianchi abbaglianti.
E il senso si svela nel contrasto di buio e luce, di nero e bianco,
che convivono come in una sospensione dei contrari. Il bianco è
la speranza nellamore delluomo per luomo. Il bianco
è la fede nella redenzione che sale dallinferno, la
speranza in una nuova libertà che affiora come da unaltra
dimensione, al di là della sostanza fattuale e transitoria
delle cose.
Quando la ragione non è più in grado di attingere
alla verità, sorge infatti la necessità
di ricercare una presenza altra, attraverso la quale
trascendere il visibile, superare la relatività e limpotenza
intrinseche alle cose umane: una luce che possa sanare almeno in
parte lumana cecità, unesperienza religiosa del
mondo in grado di risemantizzare la vita. Al di fuori di questo
tutto non può che essere illusione o farsa, perché
solo in virtù di unistanza religiosa luomo può
distinguere ciò che è vero e significante da ciò
che è caotico, privo di verità e di senso. Il sacro
è lesperienza primordiale che può rivelare le
strutture profonde dellumano e fornire un significato autentico
alle cose: e può farlo anche, e soprattutto, a partire dal
profano.
Ad aprire e a chiudere lopera è il volto di Cristo.
Un volto divino intenso, che reca impressa lumiliazione e
loffesa dellamore, ma anche la traccia di unangoscia
tutta umana. Anche il Cristo sulla croce, ucciso continuamente dalla
stupidità umana, è intriso di misericordia, di umanità.
Daltro canto, nelluomo piegato dal dolore, sono riflesse
la pietà e la grazia divine.
Nel cantico latino che ispira lopera, il Miserere,
la preghiera di Davide è in definitiva la supplica delluomo
di essere accettato con comprensione per quello che è e di
essere perdonato: Pietà di me, o Dio, secondo la
tua misericordia; / nella tua grande bontà cancella il mio
peccato.
E il Miserere di Rouault esprime questa preghiera,
insieme allunica, possibile soluzione: espiare fino in fondo
il male, senza mezzi termini e falsità, forti
di una fede che non è quella complessa e pomposa della chiesa
tradizionale, ma frutto di una religiosità autentica, integra
e spontanea.
Larte di Rouault sembra allora proporsi come possibile ierofania,
come mezzo disarmante, scabroso e potente per recuperare
la sacralità perduta.
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Mostra Virtuale
Miserere
di Georges Rouault
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