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Giulio Ruffini. Scomparsa della Romagna
Opere dal 1968 ad oggi
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Forlì, Palazzo Albertini – 24 aggio-28 luglio 2002

La mostra è incentrata su un cospicuo nucleo di opere appartenenti al ciclo pittorico intitolato Scomparsa della Romagna, avviato da Giulio Ruffini già verso la fine degli anni sessanta e rimasto sostanzialmente aperto fino ai giorni nostri.
Accanto a queste opere si possono ammirare dipinti e disegni strettamente connessi al tema dell’estinzione della civiltà contadina, come di fatto sono i Monumenti (quelli alla madre, al contadino, al poeta-contadino), le Archeologie o anche le Rovine ed altre immagini tratte dallo straordinario album figurato ruffiniano sulla deriva del mondo d’appartenenza dell’artista.
Partendo dalla celebre Grande seminatrice del 1968-69, totemico elemento d’una Romagna rurale ferita a morte, l’itinerario della mostra consente di ripercorrere i momenti ed i passaggi fondamentali dell’attività di Giulio Ruffini nel corso degli ultimi trent’anni di lavoro, peraltro assiduamente nutriti dalla memoria e dall’autobiografismo.
Giulio Ruffini nasce a Villanova di Bagnacavallo nel 1921. Dopo aver frequentato la Scuola di Arti e Mestieri di Cotignola, diretta da Luigi Varoli, e l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, opera inizialmente a contatto con le esperienze realiste dell’immediato dopoguerra. Nel 1952 ottiene l’importante “Premio Suzzara”, nel ’54 allestisce la sua prima mostra personale a Bologna. Nello stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia, mentre nel ’55 è invitato alla Quadriennale romana.
Tra gli anni sessanta e settanta svolge un’intensa attività espositiva ed è presente alle principali rassegne artistiche a livello nazionale. In questo periodo, dopo una breve esperienza nel campo della pittura informale, ribadisce la sua originale vena figurativa grazie alla quale indaga vari aspetti della realtà contemporanea in chiave di denuncia sociale o di più meditato approccio esistenzialista.
Nel 1968 viene pubblicata la prima monografia dell’artista, curata da Raffaele De Grada. Nel 1972 è presente assieme al cesenate Osvaldo Piraccini e all’imolese Germano Sartelli alla grande mostra "Tre Artisti in Romagna", presentata da Francesco Arcangeli. Dal 1957 al 1982 è docente al Liceo Artistico di Ravenna. Nell’autunno del 1997 gli viene dedicata dalla città di Ravenna una grande mostra antologica.
Attualmente vive e lavora a Mezzano di Ravenna.
La mostra, a cura di Orlando Piraccini, Luciana Prati e Rosanna Ricci, è stata promossa dal Comune di Forlì d’intesa con l’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna e la provincia di Forlì-Cesena e con il contributo della Cassa dei Risparmi di Forlì.

Nella Collezione Arcangeli della Raccolta d’Arte Moderna della Regione Emilia-Romagna, che sarà ospitata nella Galleria di Villa Franceschi, è presente un’importante opera pittorica di Giulio Ruffini del 1968 (Natura morta, olio su tela, cm.76x95).

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