“Di
fronte alle molte sfide che ci riserva il futuro, l’educazione
ci appare come un mezzo prezioso e indispensabile che potrà
consentirci di raggiungere i nostri ideali di pace, libertà
e giustizia sociale”.
(Jacques Delors, presidente della Commissione Europea
dal 1985 al 1995)
Dalle parole di Jacques Delors,
pronunciate in apertura del rapporto all’Unesco della
Commissione Internazionale sull’educazione per il Ventunesimo
secolo, prende avvio la nostra indagine nel campo della didattica
dell’arte e dei beni artistici attraverso l’apporto
di alcune significative esperienze.
Vuole essere questo il primo di una serie di appuntamenti che ospiteremo
sulle pagine di “Radiovillafranceschi”.
Questione quanto mai attuale, la didattica entra oggi a pieno titolo
anche tra le attività primarie delle istituzioni museali,
ancora alla ricerca però di una sua definizione.
Tentando una teorizzazione delle attività messe in campo
in questo ambito, Ivo Mazzotti, docente all’Università
degli Studi di Bologna, parla di una didattica dei beni culturali
come campo disciplinare specifico che “non coincide con
le pratiche divulgative e di insegnamento e si differenzia dall’educazione
alle arti”, superando, dunque, il riduttivo concetto
di didattica come sinonimo di insegnamento.
Se fino a pochi decenni fa la didattica delle arti visive era caratterizzata
da esperienze sporadiche, alcune anche geniali e ne abbiamo esempi
significativi nel nostro territorio, oggi non esiste galleria d’arte
contemporanea senza un progetto educativo rivolto a ragazzi o ad
adulti finalizzato ad accostare il pubblico alle diverse espressioni
artistiche mediante laboratori, corsi, conferenze, visite guidate.
Stabilire un rapporto di mediazione fra prodotto artistico e fruitori
è la vocazioni della didattica che si fa, perciò,
anche strumento di decodificazione dell’incomprensibile linguaggio
dell’arte contemporanea.
In un mondo in cui il ritmo accelerato di cambiamento sta prefigurando
nuovi orizzonti per l’espressione artistica e una trasformazione
radicale del rapporto dell’individuo con ciò che lo
circonda, l’educazione può fornire non solo strumenti
di interpretazione ma anche di continua rielaborazione creativa
del proprio ruolo e del proprio destino.
Buona lettura. |