Home | Editoriale | Belvedere | Galleria | Terrazza | Giardino | Newsletter | Archivio
 
Realtà parallele
intervista a Barbara Ruzziconi | di Barbara Bianchi

Barbara Ruzziconi è nata nel 1965. Abita, insegna e lavora a Cesena. Pittrice, grafica, illustratrice, ha partecipato a numerose esposizioni aventi carattere nazionale e internazionale. Ha lavorato per case editrici come Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, Giunti, Sonda, Baldini e Castoldi, Il Saggiatore. Fa parte del gruppo artistico “Artemisia”.

Realta' parallele
Realta' parallele II
Realta' parallele III

Realtà parallele è il titolo di una tua personale appena conclusa presso la Galleria Comunale di Cesena: che cosa significa?

In attesaIl titolo Realtà parallele racchiude differenti significati che trovano un denominatore comune nel concetto dell'altrove.
Altrove inteso come luogo nel quale “si rifugia chi è ribelle all'insofferenza del presente, del determinato, del deciso” - come scrive Gian Ruggero Manzoni, il critico che ha scritto il testo del mio catalogo.
Un altrove visionario, metafisico, filosofico, religioso. Chi mai è riuscito a vivere nel presente e a goderne la bellezza? Siamo, io credo, perennemente da un'altra parte, desideriamo sempre qualcosa che è lontano, che è irraggiungibile e questo desiderio ci rende schizofrenici, esseri che vivono inconsapevolmente vite parallele. Siamo uno ma nel contempo due, tre, quattro esseri che tentano una convivenza e questo tentare spasmodico è quella che normalmente definiamo nevrosi.
Ogni dimensione appare reale perché non esiste un confine tra reale ed irreale. E' il passaggio tra un confine e l'altro che a me interessa nel mio lavoro.

Parliamo del tuo lavoro di illustratrice, come hai iniziato e a cosa stai lavorando attualmente?

La casaHo studiato all'Isia di Urbino che mi ha formato come grafica e illustratrice (quest'ultima è gran parte una formazione da autodidatta, in realtà).
L'illustrazione mi ha sempre affascinato soprattutto quella per l'infanzia. Fin dalla prima adolescenza riproducevo le illustrazioni delle favole e disegno da quando ho posseduto il mio primo quaderno di scuola.
All'Isia mi diplomai con una tesi sull'illustrazione, sul Pinocchio di Collodi che prevedeva anche la versione da me illustrata con un stile pittorico molto stilizzato e lavorando su cartoncini neri, quindi dal buio verso la luce, lasciando emergere lentamente le figure attraverso colori pastosi ed accesi. Una modalità di disegnare che ha poi determinato nel tempo lo stile pittorico che uso attualmente su tela.
Ho collaborato con diverse case editrici nazionali soprattutto realizzando copertine di libri sia per ragazzi che per adulti. Attualmente le collaborazioni sono diminuite. Le case editrici lavorano sempre di più con immagini preconfezionate (imagebanks per esempio), o con illustratori che non si sono ancora stancati di bussare tutti i giorni alle loro porte.
Io mi sono stancata, preferisco dedicarmi ai miei quadri adesso.

Che parte ha l’illustrazione nella tua vita?

Che dire, pur ritenendomi una pigra, nel senso che potrei lavorare di più e con più costanza, non potrei farne senza.
Posso dichiarare con estrema sicurezza che il disegnare, in diverse circostanze difficili, mi ha salvato la vita, riempendola di senso.

Come vedi il rapporto tra illustrazione e circuiti museali? Trovi che le gallerie d’arte siano maggiormente aperte agli illustratori, rispetto al passato?

Credo di sì. Dopo decenni di arte concettuale, di performance, di video, di pura filosofia, si respira la necessità - non solo da parte del pubblico ma anche dell'artista - di un ritorno ad una nuova figurazione, alla pittura, al segno.
Di conseguenza anche le gallerie, intuendo il cambiamento d'aria, sono attente ai nuovi artisti figurativi e agli illustratori che sconfinano, con il loro lavoro, nella pittura.


Molti illustratori, negli ultimi, sono passati al computer. Tu in che misura lo utilizzi nel tuo lavoro?

Pochissimo, anzi direi quasi per niente.

Puoi citare qualche disegnatore contemporaneo che ti piace o che senti artisticamente affine?

Stefano Ricci, Gianluigi Toccafondo, Fabian Negrin sono tutti illustratori con cui sento di avere delle radici e poetica comuni e che stimo molto. Per non parlare di Lorenzo Mattotti che è forse il più grande tra gli italiani.

Anch'io amo molto Mattotti... Quali sono le caratteristiche del tuo immaginario fantastico, quali i suoi tratti distintivi?

Alieni, esseri che provengono da altri mondi, da altre dimensioni, dai miei sogni o da quelli di un altro, chi può dirlo?…
Chi dipinge fa fatica a rispondere, anzi non dovrebbe farlo.
Sono i quadri che parlano. Non sono abituata a parlare del mio lavoro… ci vogliono anni prima di riuscire a parlare del proprio lavoro.

Un’ultima domanda. Credi che la nostra Regione dia sufficiente spazio all’illustrazione e ai giovani artisti?

Vivo in Emilia Romagna da poco tempo, ma da quello che ho potuto vedere dalla mia esperienza personale ne ho dedotto che mancano gli spazi espositivi per l'arte giovane, e se non sei sotto l'ala di qualche barone accademico difficilmente riesci a farti conoscere e a farti apprezzare.
A Bologna esistono delle rassegne di arte giovane, promosse dal GAI – Giovani Artisti Italiani under 30 – che sono, a mio avviso, valide.

Albero del sole
Angelo giallo
Angelo sulla montagna

 

Belvedere
----------------
Stefano Campana, architetto e incisore della città celeste
----------------
«Ordinario straordinario»: Frisoni intervista Frisoni
----------------
La mia città immaginata. Rimini nelle parole e nell'arte di Fellini
----------------
Rimini porta d'Oriente
----------------

Cos'è radio villafranceschi.it? | Villa Franceschi | Come contattarci
a cura di: Villa Franceschi - Comune di Riccione - IBC milia Romagna - Provincia di Rimini
copyright © 2002 - Villa Franceschi

Web design: Kaleidon