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A cena con l’artista.
Intervista a Sabrina Foschini
| di Barbara Bianchi e Roberto Ballestracci

Personaggi: Barbara Bianchi, Roberto Ballestracci, Claudio Ballestracci, Sabrina Foschini.
Ambientazione: casa di Sabrina Foschini.

Sabrina ci accoglie, nella sua bellissima casa di campagna circondata dal verde, in calzettoni e gonna. Penso che assomiglia un po’ a Pippi Calzelunghe, e come lei è rossa, giocosa, gentile e briosa. Ci ha preparato strozzapreti con strigoli, torta salata di verdure miste, insalata con pomodori, lattuga, datteri e arance e torrone al cioccolato. Il vino lo hanno portato i fratelli Ballestracci, quello buono preparato da loro padre.

S Mangiamo subito, che è tardi, è tutto pronto, poi vi faccio vedere i miei lavori e mi fate le domande…
R Si mangiamo! Abbiamo fame! Noi abbiamo portato il vino…
B Non preoccuparti, l’intervista consiste nella cena, nella serata, senza troppe domande…

C Che buona questa pasta! … ci avevi spaventato, avevi detto di non saper cucinare, invece!
S Ma non è niente, è una pasta… Avevate promesso di non commentare la mia cucina…
B Voglio la ricetta!
S E’ un sugo semplice, ho fatto rosolare la cipolla, poi ci ho messo gli strigoli, poi il pomodoro…

S (a Roberto) Hai capito perché ti ho detto che stasera ti volevo in pigiama?
R Si! Ci ho pensato un po’ ma poi ci sono arrivato! Perché la prima volta che mi hai visto, avrò avuto dodici anni, ero in pigiama!
S Si! Ero venuta a trovare Claudio e c’eri tu che facevi i compiti, bellino, col pigiama!
R … Sai, mi sono rimasti impressi i tuoi “libri” fatti qualche anno fa, con il sapone… Ti ricordi? Mi avevi fatto il quiz!
S Si, avevi indovinato alcuni autori. Di solito pochi li indovinano.
R Ero andato bene, ma ho fatto una gran fatica!
S Non mi ricordo il voto…
R Sabrina aveva fatto una serie di saponette delle quali ognuna è la sintesi di un romanzo ed io dovevo indovinare che romanzo fosse…
S Sì, avevo fatto un lavoro con il sapone scolpito: ogni sapone era un libro amato, con le iniziali dell’autore e un disegno inciso che lo rappresentava, a emblema di quel libro. Avevo fatto tutti i libri amati, dalla mia infanzia in poi… la cosa dovrà continuare, perché molti ne mancano…partendo dai libri per bambini, fino a quelli classici che si leggono a 18 anni, anche libri che magari oggi non rileggerei… ne avevo fatti una settantina, l’idea era quella di continuare progressivamente con i nuovi, poi ho abbandonato il progetto… e allora siccome c’erano le iniziali chiedevo tutti quale fosse secondo loro l’autore
R Era divertente, ero andato anche bene!
B Dove li hai?
S Qualcuno ne ho ancora, dopo ve li faccio vedere… la cosa strana è che una volta feci una mostra a Roma e avevo esposto questi libri, era la Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo, e me ne hanno rubati due. Il bello è che…
R Li hai ritrovati nel bagno!
S No! Il ladro mi ha stupito perché ha preso due sudamericani che non erano neanche situati vicini, per cui lui deve averli scelti in base all’autore ed erano in relazione tra loro, quindi, un ladro virtuoso!
B Ti ha intrigata?!
S Sì mi sono detta “va bene, se è così va bene, se ha capito!”… (a Claudio) Ti ricordi quando facemmo la nostra prima mostra allo Slego, tipo a 19 anni…
C Dio mio, che brutto ricordo ne ho io! … Avevo fatto delle schifezze!
S C’era la mostra, ma dentro si ballava…
R Non me ne ha mai parlato
S Lo Slego dei vecchi tempi…
B Voi cosa avevate portato?
C Lei aveva fatto un lavoro molto bello… un vestito su appendiabiti, a me piaceva molto!
S Erano degli abiti che mettevo a bagno con delle colle, del fil di ferro, colore, cose varie, in particolare non ricordo, ma erano lavori che facevo all’accademia… invece Claudio faceva dei disegni klimtiani!
R Ah, me li ricordo, erano carini!
C Si, usavo matite colorate, mi impegnavo un sacco… ero indietro!
B Ma dai, non rinnegare il tuo passato!
S Eravamo un ammasso di disperati. Pensa, allo Slego, in quei tempi, con la confusione che c’era, si picchiavano in tutti i momenti!
B E’ stata una sfida!
S Si, è vero… alcune cose furono anche rubate… ma a noi non rubarono niente!
C Però il tuo era un bel vestito, si sarebbe potuto anche indossare… forse un po’ rigido! ... Gloria (n.d.r. Gloria Salvatori) cosa aveva fatto?
S Gloria aveva portato dei lavori a pittura un po’ pop con una scarpa incollata
C E’ vero, una scarpa da ginnastica!
S … Ci vediamo, allora, mercoledì?
B Che cosa succede mercoledì?
R C’è una riunione, da questa nostra amica che ha intenzione di fare a casa sua, una bellissima casa in campagna, una serie di serate con amici artisti che presentino i loro lavori, musicisti, fotografi, pittori…
B Ma gli artisti hanno tutte case così belle?!
S Beh, non dipende quasi mai da loro! Non da me!
C Io sto pagando ancora adesso il mutuo, però la mia non bella come questa! … Mi ricordo la prima volta che sono venuto qui, dieci dodici anni fa, c’era una festa…
S Ma … forse allora avevo appena finito l’accademia non stavo ancora qui!
R E io avevo ancora il pigiama!
S Parliamo della festa… Intervisto io voi?
B Sarebbe un’idea!
C Roberto hai fatto leggere a Barbara il libro della Greta?
R No, ma glielo volevo portare…
C Credo che a lei possa piacere… E’ una ragazza, un’artista, che va in giro con un registratore, si definisce registratore ad ossa!
R Io l’ho incontrata al concorso “Libri mai visti”: il tempo di consegna era di 21 giorni e lei aveva spedito 21 libri, uno al giorno, delle cose geniali!
C Li ha presi per sfinimento!
R Poi si è presentata con un colbacco e quando le hanno chiesto il perché lei ha risposto: “i russi a Russi!”!
S Bello.
R Tutti libri stranissimi… per esempio un cocco, lo aprivi e dentro c’era un uovo con scritto “dè”…
C Un’altra idea era: passare 24 ore continue con un personaggio, c’erano Vinicio Capossela, Antonio Albanese, Vittorio Sgarbi, Don Oreste Benzi… lei ha registrato tutto, le sensazioni che ha provato nelle 24 ore… Li ha contattati per la tesi, ha scritto tutto a fiume, senza punteggiatura, senza filtro, è difficile, senza catene…
S Un po’ come Warhol che puntava la telecamera, per esempio sull’Empire State Building, e filmava tutto per 24 ore…
C … Vabbè, torniamo a Sabrina Foschini adesso!
B Infatti, ci avete distratto dalla protagonista! … Tu Claudio hai letto delle cose di Sabrina?
C Si, le ho lette, mi sono trovato anche a leggerle a voce alta da solo in casa… sono scritti un po’ erotici… l’”Inno del corpo ricostruito”, ad esempio, mi è piaciuto molto…
S Ce l’ho di sopra
C Quello lo hai scritto di getto?
S Si, in due tre giorni in riva al mare su dei quaderni poi l’ho modificato pochissimo… Eri vestito mentre leggevi?
C Ero in pigiama!
R I Ballestracci in pigiama lo sai che fanno una certa figura!
S Adesso ci prendiamo un caffè, poi se avete voglia andiamo nello studio, così vedete un po’ delle mie cose e se volete vi leggo delle poesie…
C Mi leggi quella che mi piace, quella del prete, che io avevo travisato?
B … Chi prende un altro po’ di torta salata? Dai, mica vorremo lasciarla qui? E’ così buona…
S OK, io leggo intanto che finite la torta!
C Leggici quella, dai, voglio vedere cosa percepiscono loro…
S Si ma alla fine parliamo solo della scrittrice, quella canaglia vince sempre!
R Perché è più estroversa della pittrice?
S No, perché la scrittrice è più affascinante, toccando corde molto più carnali … La pittrice è invece molto astratta…
B Ecco, si, perché la scrittrice è più sensuale.
C Io riesco a capire molto di più la scrittrice che non la pittrice… a parte quella volta a Cesena, in quella tua bellissima performance pittorica
S Si quella è stata bella. Ero in mezzo a due vetrine, in una ribalta sulla strada. Avevo messo una sorta di ring, di perimetro di tele tutto intorno a me e avevo una larghissima gonna bianca, che era al centro di tutto e finiva collegata ad una grande telaio, per cui io emergevo da questo quadro. Per tutto il pomeriggio ho dipinto le tele intorno a me, dopo vi faccio vedere le foto… e sono stata tutto il tempo con la gente, i bambini che si fermavano…
C Con il naso schiacciato alla vetrina…
B Che cosa si prova in una situazione del genere?
S Io avevo cominciato a saracinesche chiuse, volevo vedere come andava, come mi sentivo, poi dal momento che ho cominciato a dipingere ho detto: “si, si, aprite!” e dopo ero sola, non vedevo più niente… sentivo le voci, molti venivano anche a salutarmi
C Era una via di mezzo tra una geisha e una fatina!
S Sentivo la gente fuori che commentava, i bambini elettrizzati…
C C’era anche la musica nel viale che arrivava fortissima
E lì sono riuscito a capire un po’ di più la sua pittura, che è più di gesto, istintiva, con queste figure che si formano sulle tele bianche…
S Le performance mi divertono un sacco, una volta mi ero vestita da sigaraia e avevo davanti un banchettino, una cassetta con tante bolle di sapone… le avete mai viste le mie bolle? Dopo ve le faccio vedere … ecco queste sono le foto della performance a Cesena…
R Sembra molto orientale…
S Sì, come spazio sì, bianco su bianco
R Solo il rosso dei capelli
S Io entravo qui dentro, c’era la gente, le due vetrine erano queste, si vedeva sia da un lato che dall’altro
B Una cosa un po’ conturbante…
S Si, è stata una cosa molto gratificante, avevi l’impressione di essere sola perché quando dipingi sei solo, fai una cosa molto privata, però se alzavi gli occhi eri circondato
C Sembravi veramente una bambina, dipingevi e ogni tanto alzavi gli occhi, però timidamente…
S Ero concentrata, non volevo fare delle brutte cose!
R Ti estranei immediatamente in quei casi…
S Sono stata a dipingere per più di due ore e alla fine ero stremata per averlo fatto in quelle condizioni… la gente seguiva ogni movimento che facevo, se andavo a prendere una ciotola mi guardava fino a che non l’avevo appoggiata a terra, per cui ogni gesto era importante…
B Pieno di energia!
S Mi piace moltissimo… anche quando faccio le letture con Paola (ndr Paola Turroni), sono performance, le faccio perché mi piace molto questa forma, attiva, fattiva, il fatto di mettersi così in mostra… dobbiamo fare una cosa anche io e te, Claudio!
C Ultimamente mi stanno chiedendo tutti di collaborare…
S Perché sei single!
C Starò single per un pezzo allora! Terrò duro! No, dai, scherzo, ho intenzione di fare qualcosa con te…
R Sarebbe interessante perché tu sei anche molto eterea, mentre lui lavora di fuoco, di ferro…
S Si, fuoco, ferro, materia! Dai, pensiamoci!
R Come Vulcano e Venere!
S Si, bel paragone. (rivolta a Claudio) Superato dal fratello minore! I minori sono i migliori!
C parla così perché è la più piccola!
S Ah ah! vi leggo…

“Se non potrò partire/ viaggerò in verticale come un albero/ che al medesimo tempo e segretamente/ mette radici uguali ai rami/
facendo l’amore con il coperto della terra./ Di ritorno alla pianta e ritornare animale/ nel sesso dove ritornano gli odori/ e gli ululati e i morsi.
«Lui ti da i morsi?»No! risposi per vergogna/ al prete bello e calpestato dagli anni/ che non avevano ragione dei suoi occhi azzurri./
Noi avevamo bussato al portone di ferro/ per il quadro dimenticato secoli prima/ sopra un altare, e lui offeso/ che della madonna intendessimo solamente la bellezza/ era tornato a morsicare pezzetti/ di coniglio apparecchiati in spregio/ alla nostra mistica incuranza/
«No, No» mentivo al crudo sincero/ della domanda e lui mi fece:/ coi suoi capelli smanati dalle donne/ con le sue asole slabbrate e infinitamente rammendate/ con le mani piene di ossicine/ con tutta la terra degli occhi/ che avevano sbagliato strada… /«se non ti morde non ti ama»”


R Che meraviglia!
S È vero, sapete? Questo prete mi disse così… un uomo bellissimo, settantenne, occhi azzurri, capelli lunghi bianchi… io sono rimasta abbastanza sconvolta dalla domanda… un prete della campagna cesenate, confinato in una parrocchia con due anime…
C È scenografica, sembra un pezzetto di film!
S Adesso ve ne leggo una che è molto femmina…

“Mi è mancato il tuo peso/ la somma di chili esatti/ la coperta rincalzata sui fianchi/ l’ombra d’acqua mossa,/ la volta celeste./ Mi è mancato il tuo peso, poggiato/ sulla terra del mio corpo,/ il coperchio perfetto/ per la mia pentola”

B Sei molto “carnale”!
S Questo è un libro essenzialmente d’amore, il “Paragone col mare” è il paragone con l’uomo… ci sono molte poesie che hanno a che fare con il corpo, come anche l'“Inno del corpo ricostruito”
B … Ho portato dei torroncini…
S Questo invece è con cioccolato e mandorle, prendetene…
B … L’arte ti rende felice?
S Si, l’arte rende felici, certamente, non c’è niente di più bello che poter esprimere liberamente se stessi…
R … Tu sei ricordata allo studio kaleidon come la ragazza con le calze optical!
S Che bello! sono sempre felice quando sono ricordata per le mie calze, in genere è un particolare a cui tengo, mi piace!
R Aiuto, c’è il mostro!
S Poverino, il mio gatto. Contras è malato, ha avuto il cancro…abbiamo dovuto fargli tagliare le orecchie.
Guarda Barbara, questo è mio, fatto con il sapone di Marsiglia, e rappresenta Marsiglia…Tautologico…
B Sembra San Marino!
S … Anche quell’acquerello è mio, è il pesce di pan, una specie di flauto intagliato nel legno…

[ci spostiamo nel salone]

S Questi sono i lavori di Massimo (N.d.R. il compagno di Sabrina, Massimo Pulini, anche lui artista)
C Certo che i tuoi lavori così colorati, allegri, contrastano molto con quelli di Massimo!
S Però ultimamente l’ho contagiato al colore…dovresti vedere i suoi ultimi quadri. Questo è mio, un mare con una regata, la “prima regata della mia vita”. Stavo andando a scuola di vela: vela, mare, vento - non desideravo niente di più. Sono tutte singole saponette… però non c’era il sapone blu, allora ho fatto il mare verde!
C Non c’era un sapone blu?
S Non di Marsiglia, l’altro sapone non si incide, si scaglia. Queste sono carte che ho presentato ad una mostra, piccoli quadretti dentro le tasche delle tende… ai piedi c’erano questi, con una scritta: “che la memoria prenda i nomi dei doni che porta”…
B Anche questo è tuo?
S Si, fa parte di una serie di lavori dal titolo “Le sorelle del giorno” fatti con vecchi spremiagrumi e grattamela.
R Sembra il nome di due personaggi delle favole
B O dei cartoni animati, come “Grattachecca e Fichetto” dei Simpson!
S Erano ventiquattro in tutto, erano le ore… quello è con spine di rosa… è un lavoro che mi ha divertito tantissimo perché ho utilizzato di tutto.

[Sabrina tira fuori un oggetto dal mobile, una pistola a forma di pesce che spara bolle di sapone e fa un rumore infernale]

S Ah, questo purtroppo non è mio, l’ho preso a Roma da un venditore ambulante. Sono sempre sorpassata da queste cose nel mio lavoro!
C Le bolle di sapone ricorrono spesso…
S Si, mi piacciono molto. Quando mi ero vestita da sigaraia, nella performance a cui accennavo prima, vendevo bolle di sapone invece di sigari!
R Wow!

[I Ballestracci provano a sparare le bolle…]

S Piace a tutti, tutti i bambini me la chiedono!
R … Facciamo la foto al pesce spara-bolle per l’intervista, Sabrina tieni in mano lo pistola!
S … Tra poco uscirà una raccolta di racconti, scritti insieme a Paola…
B Come si intitolerà?
S “Due mani di colore“ è un progetto ambizioso, poi sta per uscire il mio libretto per bambini “Nove gatti”, è dedicata a loro, ai miei gatti e a tutti i gatti che mi hanno avuta…
R Che ti hanno avuta?
S Si, i gatti non si possiedono!

S … Invece il 21 inaugura questa mostra di amici, a Cotignola, per cui io ho scritto i racconti… Ho fatto un pezzo anche per Massimo Modula … in un gruppo di persone si insinua un uccello rapace… una donna insegue con gli occhi un personaggio tra la folla, a un certo punto lei spara al rapace e al suo posto muore il personaggio… ho scritto un racconto anche per un dipinto di Cesare Baracca, rappresentava la via lattea, che è anche la via del pellegrinaggio di Santiago de Compostela e un testo poetico per Franco Pozzi, i racconti traevano spunto dai dipinti…
R Che fantasia!

[ci trasferiamo nella “casa dei giochi” in giardino, una piccola casetta studio con parquet chiaro al pavimento, pareti piene di tele colorate e il tavolo di lavoro di Sabrina con i suoi accessori magici]

S Ora verrete fotografati! … tutti quelli che mettono piede qui dentro vengono fotografati!
R … E questi?
S Colleziono nidi, ne ho di bellissimi… quest’estate sono andata in Inghilterra e ho conosciuto un bambino meraviglioso che aveva una collezione di nidi molto belli, grossi, pieni di rami … mi piacciono molto le raccolte… colleziono anche bambole di pezza, però quelle un po’ sgangherate, fatte male, a mano… guarda questa che bella, me l’ha regalata mia nipote! … colleziono anche le cartoline dei bambini che soffiano sulle torte di compleanno, ne ho 400, ho identificato anche delle linee di pensiero, per esempio usano la stessa torta di gesso per diversi bambini, oppure lo stesso bambino in una cartolina ha la torta dei due anni, in un’altra quella dei tre! E poi ci sono diversi tipi di ambientazioni, generi, case!
C … Quante foto! Che belle! … C’è anche Claudio Ballestracci!
R Con i capelli lunghi!
S Adesso vi fotografo… (Click!)

B Sono molti i lavori con il sapone… Perché proprio il sapone?
S Perché è un materiale domestico, che si trova nelle case di tutti, di uso molto quotidiano, perché profuma, perché è malleabile e facile da lavorare e perché è una materia assolutamente povera, semplice, senza i crismi di altri materiali… Ora sto facendo una serie di carte intelate per una mostra a Latina… vorrei farne una parete tutta piena, tantissime, a riempire uno spazio molto grande…
B C’è un soggetto comune in queste serie?
S No, non c’è mai una narrazione, un tema, sono tutti dipinti liberi, vivono nel gesto, nell’estemporaneità del momento, io non decido mai prima cosa dipingere
R La scrittrice scrive della pittrice?
S la scrittrice scrive degli amici pittori, che spesso glielo chiedono! Io lo faccio volentieri… solo che sto cominciando a ricevere telefonate di gente che non conosco, ma questo non è il mio lavoro, non mi interessa fare il critico! … queste sono le tende … e questi i rotoli…
C … Tu che hai questo modo di dipingere che ricorda tanto i disegni dei bambini, il loro mondo, non vorresti avere dei bambini?
S Ma che domande! Io adoro i bambini, però entrerei in competizione con loro! Pensa che sono stata anche ingaggiata da bambini che mi hanno chiesto se facevo loro da baby sitter, ci vado molto d’accordo … Vi faccio vedere i “libri”… qualcuno l’ho venduto, qualcuno l’ho regalato…
C Mi piacciono le tele più “piene”
S Perché il bianco spaventa moto! In realtà io uso il bianco proprio a dimostrazione che il segno è alla prima, che non ritorno mai, come in un gesto estremo… moti pensano al bianco come mancanza di coraggio, in realtà io credo sia il contrario!
C Questo con il sapone è bellissimo!
S E’ una mappa… e quelli sono abbecedari…
B Parti dal piccolo o dal grande? Dal particolare o dall’idea d’insieme?
S Dalle singole porzioni, dai colori, poi via via ad incastro…
C … Pittrice, scrittrice, “attrice”…
S Beh io come vero lavoro vorrei fare la titolista delle operazioni poliziesche, tipo “operazione tuono nella caffettiera”!
R Chissà se hanno un copy!
S … Questi sono regali degli amici… qui sono io nella fotografia con il rossetto sulla faccia: avevo fatto dei disegni con la bocca, col rossetto, alla fine avevo naso e viso tutti sporchi… Un giorno venne qui il fabbro, io alzai la testa dal foglio ed ero tutta sbaffiata, avrà pensato che ero pazza! … Questo invece me l’ha regalato Paola: c’è la bambina che fa un cerchio con il proprio corpo in riva al mare, è molto simbolico…

[Guardiamo i “libri” intagliati nel sapone]

S I più belli mancano!
R Sono geniali…
B Belli! …. Ma sono difficili da indovinare… sono tue interpretazioni…
S I più amati erano quelli delle poetesse… volevo continuare, avevo cominciato con le cose più antiche, molti libri dell’infanzia, tipo “La guerra dei bottoni”, o Marc Twain!
C Se partecipi a “Libri mai visti” vinci a occhi chiusi!
S E’ la mia bibliografia affettiva, l’idea era di portarla fino a un certo numero… ne avrò fatti settanta, ottanta…
R E’ bella l’idea che ci sia questo codice da interpretare, mi sembra di essere un archeologo!
B Ed è bello che essendo sapone ingiallisca col tempo…
S Si, è normale sapone da bucato… contiene l’olio… è prodotto dalla sansa, io lo incido con pennellini, punte, attrezzi minuscoli da manicure…
B Tra i miei libri d’infanzia preferiti ricordo “Il giardino segreto”, l’hai fatto?
S Sì, bello! Però non c’è più… era rappresentato da un’edera…
B E c’era anche Emily Dickinson?
S Sì, quello della Dickinson era l’unico sfondato: una porta aperta con la soglia infranta, per rappresentare la sua apertura sul divino, sul mistero… questi sono di Rostand, Rimbaud, la Merini
R C’è qualcosa di clandestino nel lavorare sapone…
S Nel racconto “Il buio oltre la siepe” c’è un ragazzo che viene tenuto recluso, vive confinato in una stanza, poi ne uscirà, instaurerà rapporti con dei bambini e lascerà loro regali nel tronco di un albero: tra questi doni ci sono anche bambole intagliate nel sapone … Questo è Proust, la madeleine… quello Ungaretti, con le foglie… quell’altro Henry James
B Perché una gabbia?
S Perché tutti suoi personaggi sono in gabbia.
R Ma prima li disegni?
S No, disegnare fa parte di un progetto ed io sono allergica al progetto!
B Anche quando dipingi?
S Soprattutto quando dipingo!
R Sai cosa mi ha detto Alessandro Ripa: il disegno è maschio e la pittura è femmina…
S Sì, la pittura è liquida, umida, colante, asseconda i movimenti del corpo…
C Però il mare è maschio!
S Si, ho trovato anche da dire con una femminista per questa cosa! Nel mio libro il mare è uomo: abbraccia, è liquido e mi ci bagno… lei diceva che il mare è donna, che il mare siamo noi! …
C Sabri possiamo fare uno scambio, mi piacerebbe avere uno di questi quadri… uno di questi, piccolino…
S Si! … Ma questi qui sono insieme…
C Sono inseparabili?
S Si, li ho montati insieme, però ne ho anche di singoli!
C Facile per te che hai così tanti lavori! Io ne ho uno, due, tre…
B A me piacerebbe avere uno dei tuoi libri di poesie
S Quest’ultimo non posso dartelo, perché ho finito le copie, invece il primo te lo do volentieri
C Che meraviglia, dove li hai fatti questi? (ndr i rotoli)
S Ne avevo fatti tanti, alcuni corti, altri lunghissimi che toccavano terra, per una mostra
R … Ho fotografato tantissimo le tue calze!
S Nooo!
R Mi piacciono un sacco queste opere con gli spremiagrumi!
S Poi te li devi immaginare tutti insieme
R Mescoli molto il casalingo!
S Si, il domestico

[Sabrina regala ad ognuno di noi un vasetto di bolle di sapone, sono il suo "biglietto da visita" d’autore, con il coperchio dipinto e con sopra la scritta “grandi si diventa, bambini si nasce”]

C che bello sembra la stanza dei giochi
B Si, è vero!
R … Ma se l’uomo è il mare, la donna?…
S Io ci casco dentro! … Voglio una domanda seria!
B Guarda che non sembra ma te ne abbiamo fatte un sacco!
S Voglio anch’io il questionario come nelle interviste vere!
C Se andiamo su dopo ti faccio vedere la mia intervista sul sito di villafranceschi… Ma è più bella una cosa come questa rispetto ad un’intervista classica, è più informale, più interessante!
B Se vuoi le domande “classiche” te le spedisco via e-mail, va bene! (ndr vedere mostra in flash) … vuoi aggiungere qualcos’altro, qualcosa di te che ritieni importante?
S … Non so… c’è un mio aforisma che amo ripetere: “da bambina volevo fare la pittrice, da grande faccio la bambina”!

Sabrina ci accompagna di sopra, nella stanza con il computer: guardiamo insieme il sito di Radio Villafranceschi ed ammiriamo altre opere, sue e di altri, appese alle pareti.
Verso mezzanotte ci salutiamo, lasciando la “casa delle fate” avvolta dalla nebbia.

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