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I "Venditori d’ombra" di Silvio Canini | di Samanta Scaloni

Venditori d’ombra, protagonisti dell’ospitalità, dispensatori di sorrisi e sicurezza: sono i bagnini rappresentati nel libro fotografico di Silvio Canini che ha saputo riportare con molta maestria le emozioni che accompagnano l’estate romagnola dalla sua preparazione, minuziosa e dettagliata, fino alla sua conclusione.
Migliaia di persone si riversano ogni anno in questo non-luogo sospeso tra lo spazio e il tempo, in cui è possibile vivere per qualche istante la gioia dell’abbandono dimenticandosi dalla quotidianità e delle sue lotte.
Questo è un luogo che accoglie tutti senza distinzione e in cui le diversità convivono e comunicano l’uno accanto all’altro perché c’è “un cono d’ombra per tutti ed un bagnino disposto a venderlo”.

Il suo libro fotografico segue un ordine temporale ed inizia proprio con i preparativi prima dell’arrivo della stagione e dell’ondata di gente.
Silvio Canini ci racconta perciò di tutto il minuzioso lavoro che si nasconde dietro ai sorrisi dei bagnini, un lavoro fatto di distanze precise, di ombrelloni e docce tirati a lucido per arrivare preparati all’epopea estiva.Tra queste immagini però ce n’è una che mostra scene estive forse a ricordare l’estate precedente o sperare per quella futura… quasi un lavorare per quel pensiero.
Poi finalmente i lavori sono ultimati e arriva l’estate e Canini per annunciarla utilizza un immagine molto efficace: un ombrellone aperto, dai colori vivaci che sembra la metafora di un fiore, dello sbocciare della bella stagione.
E da qui si vedono facce e corpi di persone “conosciute ai loro conoscenti” (come sono definite da Vinicio Capossela) intrappolate dalla macchina fotografica di Silvio Canini che mostra l’euforia romagnola, in cui però resta lo spazio per le situazioni più radicali. Si vedono perciò biblioteche sul mare o spiagge per cani, la palestra in spiaggia, la tintarella e le gare organizzate dai bagnini, venditori non solo d’ombre ma anche di sogni. Il libro si conclude con un passaggio lento e dolce: prima la spiaggia si sfolla, nel cielo si intravedono le prime nuvole, poi le persone non sono più mostrate in costume ma vestite e pian piano rientra in primo piano il lavoro dei bagnini per riporre lettini e ombrelloni per l’inverno. Un lavoro che sembra meno affannato, ma più triste di quello 'intrappolato' nella prima parte, nel passaggio dall’ordine al caos e alla confusione estiva.

Canini infatti riesce benissimo a trasmettere le emozioni tramite i suoi scatti facendo emergere la gioia e l’allegria dei mesi estivi concludendo con una melanconia che avvolge tutta l’ultima parte, sentimenti che sono un po’ i nostri nel passaggio dall’estate all’autunno, dal calore del sole alla rigidità del buio.
Questo gli riesce ancora meglio grazie alla tecnica particolarmente congeniale allo scopo, che crea un vero e proprio continuum, una sorta di narrazione, di storia e al cui interno sono racchiuse tante storie, le storie dei personaggi impressi nella pellicola, le storie dei venditori d’ombre, le storie di tutti. Canini utilizza infatti una macchina fotografica tra le più semplici, una Holga, e fa slittare un’immagine sopra l’altra creando una sorta di finta panoramica. Le immagini diventano sequenze, sfocature sui margini, luci, accavallamenti. E in queste sequenze prendono spazio il brio, la vacanza, il caos, il rumore. Canini racconta il dolce abbandono nella vacanza e l’infantile gioco della memoria.

Silvio Canini vive e lavora a Bellaria Igea Marina. Ha iniziato la sua carriera ritraendo concerti rock. Ha conseguito numerosi riconoscimenti in importanti manifestazioni di fotografia e ha esposto in molte mostre personali e collettive. Le sue foto sono state pubblicate in importanti riviste specializzate. Con “Venditori d’ombra” ha vinto l’“Alberobello portfolio 2000 CANON DAY”

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