Home | Editoriale | Belvedere | Galleria | Terrazza | Giardino | Newsletter | Archivio
 
Marco Pesaresi, la seconda vista | di Barbara Bianchi

Ritratti del mondo insieme ironici e tragici, quotidiani e rivelatori, discreti e viscerali.
Da Torre Pedrera, sua città natale, alle capitali del mondo con la sua piccola Minox, "una macchina poco ingombrante, discreta, che ti permette di fare il tuo lavoro e di non disturbare le persone". La macchina fotografica e il diario, nel quale Marco Pesaresi soleva annotare emozioni ed incontri.
Due dei suoi più noti reportage sono dedicati ai megastore e alle metropolitane, luoghi simbolo dell’antropologia moderna, riflesso e allegoria della vita. Luoghi del consumismo i primi, in cui tutto si compra e si vende, dove folla e solitudine risaltano e convivono. E Marco è un portento nel coglierne sfumature e limiti, nel fermarne in immagini intense affinità e differenze, insieme a tutte le ordinarie stranezze che rivelano l’essere umano.

Citta' del Messico, Bellas Artes

Ma il lavoro più apprezzato – pubblicato a puntate da “Sette/Corriere della Sera” e dallo spagnolo “El Paìs”, che gli ha riconosciuto la “Special Honour Mention” – è Underground, reportage sulle metropolitane del mondo, realizzato nel corsi di due anni e numerosi viaggi. Immagini magistralmente colte da un uomo che ama l’uomo, e per conoscerlo lo fotografa. Fotografie crude e poetiche a un tempo, di persone in attesa o in corsa, sempre in bilico su binari lunghi una vita: ad ogni stazione un incontro, uno sguardo, un’avventura. Con bellissimi scatti Marco ci svela l’Altro universo: quello sotterraneo, specchio riflettente e insieme specchio magico della vita in superficie, perché l’Underground è un’altra dimensione, metafora dell’inconscio, della fantasia, della follia o della morte.

Tokyo, Ueno

“Questo lavoro è dedicato al sole” – ha scritto Marco Pesaresi.
Al sole che illumina, sole necessario, il cui calore rende più sopportabile la realtà. Al sole che quando scompare lascia lo sgomento e il disorientamento del buio, ma permette anche l’affiorare della luce che abbiamo dentro: luce che emerge dalle fotografie di Marco Pesaresi con tutta la sua vita e i suoi colori.
Underground è anche un libro, pubblicato in Usa da Aperture e in Italia da Contrasto, nel quale le immagini sono accompagnate da brevi racconti “metropolitani” di autori quali Dominique LaPierre, Manuel Vasquez Montalban, Beppe Servegnini, Tiziano Terzani e da un testo introduttivo di Francis Ford Coppola.
E un libro, da quest’anno, è anche la lunga ricerca in bianco e nero su Rimini. Pubblicato da Contrasto, è arricchito da un testo inedito di Federico Fellini dedicato alla città romagnola.

Rimini, copertina

Marco Pesaresi vi ritrae la sua provincia, nel suo personalissimo stile violento e poetico insieme. Persone ed eccessi, paesaggi e contrasti; il lato estivo e solare e quello notturno, crudo, nascosto.
La fotografia di Marco Pesaresi è arte nel senso più profondo. E’ frutto di una seconda vista, che è la vista-visione dell’artista, interiore e profonda. Non è un guardare - azione naturale e semplice - ma un vedere attraverso l’obbiettivo: è uno scovare, un andare al di là, un impegno che coinvolge mente e corpo, sensibilità e intelletto. Vedere è anche accorgersi, è scoperta, è continuo stupore anche di fronte a fenomeni ordinari; è saper cogliere l'inatteso, rintracciare indizi nascosti.

Rimini


“Volevo esplorare il mondo, soprattutto cercavo la libertà. In ogni città ho trovato una storia diversa, ma in ognuna ho incontrato una società cosmopolita che viveva al di sotto. In questa società potevi andare ovunque. Potevi parlare con tutti. Ognuno era uguale. Mi è sembrato come un piccolo mondo parallelo, in cui cominciavo a sentirmi libero”.
(Marco Pesaresi, rif. Underground)
----------------

Marco Pesaresi, nato a Rimini nel 1964, si afferma presto come uno dei migliori talenti della fotografia italiana. Dopo gli studi superiori, ha seguito i corsi dell’Istituto Europeo di Design a Milano dove ha cominciato la sua carriera di fotografo professionista.
Dopo avere viaggiato in Africa e in Europa, il suo interesse fotografico si è concentrato sui più vari, complessi e difficili problemi sociali tra cui gli immigrati e gli emarginati, la droga e la prostituzione.
Le sue foto sono state pubblicate sulle più prestigiose testate internazionali (tra cui “Panorama”, “L’Espresso”, “The Independent”, “The Observer”).
Nel 1994 ha vinto il Premio Linea d’Ombra .
Nel 1995 è stato selezionato tra i migliori 12 fotogiornalisti per partecipare al World Press Photo Masterclass. Nel 1996, la redazione di “El Pais-Magazine” ha riconosciuto a Marco Pesaresi la “Special Honour Mention” per il suo lavoro sulle metropolitane nel mondo. Dal 1990 è membro dell'agenzia Contrasto.
Il 22 dicembre 2001, in circostanze tragiche, muore improvvisamente nella sua Rimini. (biografia tratta da Contrasto: http://www.contrasto.it/)

Belvedere
----------------
Stefano Campana, architetto e incisore della città celeste
----------------
«Ordinario straordinario»: Frisoni intervista Frisoni
----------------
La mia città immaginata. Rimini nelle parole e nell'arte di Fellini
----------------
Rimini porta d'Oriente
----------------

Cos'è radio villafranceschi.it? | Villa Franceschi | Come contattarci
a cura di: Villa Franceschi - Comune di Riccione - IBC milia Romagna - Provincia di Rimini
copyright © 2002 - Villa Franceschi

Web design: Kaleidon