|
Ritratti del mondo insieme ironici e tragici,
quotidiani e rivelatori, discreti e viscerali.
Da Torre Pedrera, sua città natale, alle capitali del mondo
con la sua piccola Minox, "una macchina poco ingombrante, discreta,
che ti permette di fare il tuo lavoro e di non disturbare le persone".
La macchina fotografica e il diario, nel quale Marco
Pesaresi soleva annotare emozioni ed incontri.
Due dei suoi più noti reportage sono dedicati ai megastore
e alle metropolitane, luoghi simbolo dell’antropologia moderna,
riflesso e allegoria della vita. Luoghi del consumismo i primi,
in cui tutto si compra e si vende, dove folla e solitudine risaltano
e convivono. E Marco è un portento nel coglierne sfumature
e limiti, nel fermarne in immagini intense affinità e differenze,
insieme a tutte le ordinarie stranezze che rivelano l’essere
umano.
Ma il lavoro più apprezzato –
pubblicato a puntate da “Sette/Corriere della Sera”
e dallo spagnolo “El Paìs”, che gli ha riconosciuto
la “Special Honour Mention” – è Underground,
reportage sulle metropolitane del mondo, realizzato nel corsi di
due anni e numerosi viaggi. Immagini magistralmente colte da un
uomo che ama l’uomo, e per conoscerlo lo fotografa. Fotografie
crude e poetiche a un tempo, di persone in attesa o in corsa, sempre
in bilico su binari lunghi una vita: ad ogni stazione un incontro,
uno sguardo, un’avventura. Con bellissimi scatti Marco ci
svela l’Altro universo: quello sotterraneo, specchio riflettente
e insieme specchio magico della vita in superficie, perché
l’Underground è un’altra dimensione, metafora
dell’inconscio, della fantasia, della follia o della morte.
“Questo lavoro è dedicato
al sole” – ha scritto Marco Pesaresi.
Al sole che illumina, sole necessario, il cui calore rende più
sopportabile la realtà. Al sole che quando scompare lascia
lo sgomento e il disorientamento del buio, ma permette anche l’affiorare
della luce che abbiamo dentro: luce che emerge dalle fotografie
di Marco Pesaresi con tutta la sua vita e i suoi colori.
Underground è
anche un libro, pubblicato in Usa da Aperture e in Italia da Contrasto,
nel quale le immagini sono accompagnate da brevi racconti “metropolitani”
di autori quali Dominique LaPierre,
Manuel Vasquez Montalban,
Beppe Servegnini, Tiziano
Terzani e da un testo introduttivo di Francis
Ford Coppola.
E un libro, da quest’anno, è anche la lunga ricerca
in bianco e nero su Rimini.
Pubblicato da Contrasto, è arricchito da un testo
inedito di Federico Fellini
dedicato alla città romagnola.
Marco
Pesaresi vi ritrae la sua provincia, nel suo personalissimo
stile violento e poetico insieme. Persone ed eccessi, paesaggi e
contrasti; il lato estivo e solare e quello notturno, crudo, nascosto.
La fotografia di Marco Pesaresi
è arte nel senso più profondo. E’ frutto
di una seconda vista, che è la vista-visione dell’artista,
interiore e profonda. Non è un guardare - azione naturale
e semplice - ma un vedere attraverso l’obbiettivo: è
uno scovare, un andare al di là, un impegno che coinvolge
mente e corpo, sensibilità e intelletto. Vedere è
anche accorgersi, è scoperta, è continuo stupore anche
di fronte a fenomeni ordinari; è saper cogliere l'inatteso,
rintracciare indizi nascosti.
“Volevo esplorare il mondo, soprattutto cercavo la libertà.
In ogni città ho trovato una storia diversa, ma in ognuna
ho incontrato una società cosmopolita che viveva al di sotto.
In questa società potevi andare ovunque. Potevi parlare con
tutti. Ognuno era uguale. Mi è sembrato come un piccolo mondo
parallelo, in cui cominciavo a sentirmi libero”.
(Marco Pesaresi, rif.
Underground)
----------------
Marco Pesaresi, nato
a Rimini nel 1964, si afferma presto come uno dei migliori talenti
della fotografia italiana. Dopo gli studi superiori, ha seguito
i corsi dell’Istituto Europeo di Design a Milano dove ha cominciato
la sua carriera di fotografo professionista.
Dopo avere viaggiato in Africa e in Europa, il suo interesse fotografico
si è concentrato sui più vari, complessi e difficili
problemi sociali tra cui gli immigrati e gli emarginati, la droga
e la prostituzione.
Le sue foto sono state pubblicate sulle più prestigiose testate
internazionali (tra cui “Panorama”, “L’Espresso”,
“The Independent”, “The Observer”).
Nel 1994 ha vinto il Premio Linea d’Ombra .
Nel 1995 è stato selezionato tra i migliori 12 fotogiornalisti
per partecipare al World Press Photo Masterclass. Nel 1996, la redazione
di “El Pais-Magazine” ha riconosciuto a Marco Pesaresi
la “Special Honour Mention” per il suo lavoro sulle
metropolitane nel mondo. Dal 1990 è membro dell'agenzia Contrasto.
Il 22 dicembre 2001, in circostanze tragiche, muore improvvisamente
nella sua Rimini. (biografia tratta da Contrasto:
http://www.contrasto.it/)
|