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Finalmente iscritta fra i beni culturali
da salvaguardare, da tutelare e da conservare, la fotografia chiede
ora, giustamente, anche un riconoscimento di ‘pari dignità’
rispetto alle altre forme espressive della cultura visiva contemporanea.
Basterebbe a legittimare un nuovo fronte di interesse, per così
dire istituzionale, la variegata e multiforme gamma degli utilizzi
fotografici nelle odierne contaminazioni artistiche. Non meno, peraltro,
del vastissimo e fertile territorio della ricerca in atto nel segno
dell’autonomia dell’immagine.
L’esplorazione di questo territorio riserva le più
originali scoperte. Come quelle, davvero esemplari, ora raccolte
in una grande mostra al Castello degli Agolanti di Riccione dalla
rivista “IBC”,
il periodico dell’Istituto
per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna
che alla fotografia affida largamente da diverse annate la propria
comunicazione. Qui, ogni fotografo, ogni immagine, sembrano porsi
a distanza diversa rispetto all’esigenza di ‘documentare’
o a quella di ‘interpretare’. Sempre, comunque, ad alta
tensione sono sia la capacità di trasmissione della conoscenza
e la carica di suggestione che si offrono al visitatore.
Si tratta di modelli straordinari, dunque, di una fotografia sui
beni culturali. Ma come non considerarli anche modelli straordinari
di una fotografia da ‘trattare’ per davvero come bene
culturale nel novero delle arti visive contemporanee? Un trattamento,
ed una considerazione, che vengono pure suggeriti dagli altri ‘casi’,
dalle esperienze, dai fenomeni che abbiamo voluto riunire in questo
numero monografico di RadioVillafranceschi.
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