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Giunge
alla nona edizione il Premio giornalistico dedicato a Ilaria
Alpi, la giovane giornalista della Rai uccisa insieme all'operatore
Mira Hrovatin a Mogadiscio
il 20 marzo del 1994 in circostanze ancora non chiarite. Il Premio,
come ogni anno, lavora per valorizzare il giornalismo d'inchiesta,
quello capace di perseguire la completa successione dei fatti alla
ricerca di ogni possibile verità.
In questa prospettiva si colloca il contributo di Reporters
sans Frontières, organizzazione che si batte per la
libertà di stampa, contro la censura e a sostegno dei tanti
giornalisti e reporter arrestati nel mondo mentre svolgevano il
proprio lavoro.
Reporters sans Frontières
partecipa alla IX edizione
del Premio con l’allestimento di tre mostre dedicate
alla libertà di stampa, da visitare nella settimana della
manifestazione nel Palazzo del Turismo di Riccione, dal 2 all'8
giugno.
Édouard Boubat for Press Freedom
"L'apertura
del diaframma corrisponde anche a una apertura del cuore e a una
messa a fuoco dell'infinito..." (Édouard Boubat)
La storia di 10 giornalisti imprigionati raccontata per immagini
da Édouard Boubat. Insieme ad 80 foto selezionate dal figlio
Bernard Boubat, Édouard Boubat for Press Freedom presenta
la storia di 10 giornalisti imprigionati per aver deciso di continuare
a fare informazione, giornalisti armati di taccuini, registratori,
macchine fotografiche, telecamere.
Édouard Boubat (nato a Parigi nel 1923 e morto nel 1999)
è stato un viaggiatore instancabile, sempre alla ricerca
di momenti magici da ritrarre, attento alle persone che incontrava
e al loro ambiente, pieno di gioia, saggezza e humour. Il suo lavoro,
nel quale Parigi ha un ruolo di primo piano, è stato esposto
in tutto il mondo, raccogliendo consensi e premi. Una raccolta che
continua a trasmettere un indicibile senso di felicità perché,
come scrive Jacques Prévert, "quando tutti raccontano
il dolore, Boubat cerca e trova un'oasi. Un vero corrispondente
di pace".
Rassegna delle campagne di
sensibilizzazione sulla libertà di stampa di Reporters sans
Frontières
L'associazione
Reporters sans Frontières si racconta in 19 pannelli: il
mandato di difesa della libertà di stampa e le numerose campagne
pubblicitarie di sensibilizzazione, tra cui:
- Campagna Pechino: "Giochi Olimpici a Pechino? La Cina: medaglia
d'oro per le violazioni dei diritti dell'uomo".
- Campagna Israele: "Signor Sharon, i giornalisti servono per
fare carta, non cartoni (cartoni: sagome da tiro)".
- Campagna Cuba: "A Cuba, tutti vivono al ritmo di salsa. Quando
un giornalista cerca di fare il suo mestiere, le autorità
lo fanno subito cantare".
- Campagna Russia: "Dei bravi piccoli soldati che uccidono
valgono di più di un giornalista che parla. Non è
vero, signor Vladimir Putin?".
Omaggio
fotografico a José Luis Cabezas
José
Luis Cabezas, giovane fotoreporter del settimanale Noticias, viene
brutalmente assassinato il 25 gennaio 1997 a Pinamar, nella sua
Argentina. Aveva appena realizzato un reportage sulla corruzione
della polizia. Un fatto estremamente grave che ha richiamato l’attenzione
dei media, anche all’estero.
Su richiesta di Reporters sans Frontières e di "Photographie.com",
fotografi di fama internazionale - Henri Cartier-Bresson, Raymond
Depardon, Martine Franck, Sebastiao Salgado, Willy Ronis - e meno
noti, hanno voluto esprimere la loro ribellione davanti a questo
crimine, dedicando uno dei loro lavori a Cabezas.
Riccione, Palazzo del Turismo, P.le Ceccarini 11. Tel. 0541 608332
- 274 – 333; fax 0541 600318.
Segreteria Premio Ilaria Alpi: tel. 0541 787222; fax 0541902064;
e-mail: info@ilariaalpi.it
Siti Internet: http://www.ilariaalpi.it/;
http://www.rsf.fr/;
http://www.rsfitalia.org/
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