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Si conclude in questi giorni l’esperienza
2003 di “Fotografia sul
confine” a Montefiore in Conca, negli spazi della Rocca
Malatestiana.
La mostra, già alla sua quarta edizione, è nata nel
1999 dall’idea di realizzare una ricerca fotografica sul territorio
di Montefiore Conca che fosse da stimolo per il paese ma al tempo
stesso potesse creare un archivio della memoria fatto di immagini
fotografiche di questo luogo.
Si tratta di un evento che vuole mettere insieme l’esperienza
di persone con interessi molto diversi: artisti, critici d'arte
ed amanti della fotografia provenienti dalla Romagna, dalle Marche
e dalla Repubblica di San Marino e persone che non hanno interessi
artistici così specifici: gli abitanti del luogo che si sono
fatti incuriosire ed attrarre da diversi fotografi che hanno saputo
parlare dei luoghi della loro vita quotidiana.
La rassegna ha ospitato, insieme ad altri rappresentanti di questa
ricerca, anche l’esposizione “Venditori d’ombra”
di Silvio Canini (sul
quale trovate un articolo nel Belvedere
di questo numero).
La parte più interessante dell’iniziativa però,
almeno dal nostro punto di vista, è stata quella dedicata
ai bambini della scuola elementare del paese. Un’attività
educativa che li ha visti protagonisti e li ha avvicinati alla fotografia
attraverso due laboratori in cui hanno elaborato e creato immagini
che sono state esposte nella mostra “Lo
sguardo dei bambini”.
I
ragazzi hanno costruito, con l’aiuto di Gloria
Salvatori, una macchina fotografica a foro stenopeico ed
hanno sviluppato il tema dell’osservazione della realtà
attraverso “Un viaggio
a Montefiore”, titolo del seminario.
Hanno avanzato inoltre, dopo questa osservazione, una proposta progettuale
per il recupero e la rivalutazione di alcune aree inutilizzate.
Così facendo hanno imparato a conoscere il proprio paese,
a vedere sotto altri occhi i luoghi in cui vivono e passano tutti
i giorni, ma anche ad essere partecipi alle problematiche del loro
paese cercando di proporre anche soluzioni e suggerimenti utili.
Questa iniziativa, d’altro canto, arricchisce anche il mondo
degli adulti che, attraverso le immagini prodotte dai bambini, possono
riuscire e vedere e percepire quei luoghi con lo sguardo dei bambini
appunto, uno sguardo più innocente e più attento a
dettagli che spesso sfuggono da grandi.
I bambini hanno imparato a capire la macchina fotografica, a costruirla
e ad utilizzarla per cogliere gli aspetti che più a loro
interessano, hanno conosciuto una tecnica a cui spesso sono costretti
ad avvicinarsi da soli e in età più avanzata perché
nessuno li aiuta in questa scoperta. Un progetto che ha destato
un notevole interesse per la sua forte carica pedagogica ed educativa
tanto che l’anno scorso ha portato le immagini prodotte dallo
sguardo dei bambini fino a Roma dal Presidente della Repubblica.
“Fotografia sul confine”
è uno stimolo per la partecipazione di tutto il paese, compresi
i più piccoli, alle iniziative culturali proposte ma anche
un’iniziativa importante per avvicinare i bambini già
ad una tenera età alla tecnica fotografica e alle sue immagini.
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