Fumettista, scrittore, avventuriero: ognuna
di queste definizioni appare limitativa per Hugo
Pratt, autore eclettico e narratore straordinario.
Le sue storie, strettamente intrecciate ad una vita ricca di viaggi,
studi ed esperienze, trasmettono le emozioni della vita reale con
i suoi profumi, la sua follia, la sua ironia.
Risale al 1967, con "Una
ballata del Mare Salato", la nascita del personaggio
più noto e riuscito dell’universo prattiano, Corto
Maltese, errabondo e romantico antieroe: 251 pagine di avventure,
arcani, sparatorie e personaggi affascinanti, con le quali esordisce
il mito di Hugo Pratt e del suo marinaio. La Ballata è un'avventura
corale, ambientata nella "terra senza spazio e tempo dove i
miti diventano memoria" (Umbero Eco):
Rasputin, Pandora,
Cain, il
Monaco, Slütter
sono i personaggi di un microcosmo in cui bene e male, amore e odio,
fantasia e realtà si avvicendano dando vita ad un racconto
avvincente, divenuto uno dei testi sacri del fumetto moderno.
A partire dagli anni Settanta, dunque, il nome di Pratt è
sempre più legato al suo alter ego Corto Maltese, del quale
realizza più di mille tavole.
Figlio della Nina de Gibraltar, bellissima zingara andalusa, e di
un marinaio bretone, Corto incarna lo spirito libero e poetico dell’autore.
Nonostante lui abbia sempre negato ogni autobiografismo, infatti,
"in Corto Maltese c'è Pratt e ci sono le sue passioni;
lui, pronto a qualsiasi avventura per curiosità o per caso,
lui che amava solo le case in affitto e che aveva figli sparsi per
il mondo, che si nutriva di libri e di persone, che sapeva parlare
e raccontare e anche cantare. Che poteva stare per mesi su una tavola
o rifarne due dimenticate a casa in pochi minuti, in automobile,
davanti al portone dell'editore." (Luca
Raffaelli introduzione a "Hugo Pratt, Corto maltese",
I Classici del Fumetto, la Repubblica)
Al fianco di Corto, nel corso degli anni, trovano spazio altre esplorazioni
nei territori dell’avventura a fumetti in capolavori come
"Gli scorpioni del deserto", "L'uomo del Sertao",
"Jesuit Joe", "Tutto ricominciò con un'estate
indiana" e "El Gaucho" (scritte per l'amico e allievo
Milo Manara), "Cato
Zulù", tappe di un percorso che si interrompe il 20
agosto 1995 vicino a Losanna, dove Pratt risiedeva da alcuni anni.
Il
segreto dell’arte di Hugo Pratt sta probabilmente nel suo
grande talento a mescolare realtà e fantasia, fino a quel
punto misterioso in cui si confondono completamente e prendono vita
le storie. Una partecipazione diretta, fisica, alle cose, che lo
porta ad immergersi completamente nell’esistenza e a documentarsi
scrupolosamente sulla storia e sulla geografia in cui intende ambientare
le sue narrazioni. "Mi
piace pensare il valore dei paesaggi, delle abitazioni, degli alberi,
delle pietre, dei colori", confida all’amico Vincenzo
Mollica (Il Grifo, giugno 1991, pag. 55).
Anche nel segno appare questa doppia traccia: il disegno di Pratt
è vivido e potente, ma allo spesso tempo liquido come una
visione, sfumato come un sogno, dorato come la fantasia.
Grazie a figure come Hugo Pratt, il fumetto ha acquistato il titolo
di Nona Arte. E, come amava dire lo stesso Pratt: "si
è passati dalle Nuvole Parlanti alla Letteratura Disegnata".
Biografia:
Hugo
Pratt nasce il 15 giugno 1927, su una spiaggia nei pressi
di Rimini.
All’età di dieci anni si trasferisce con la famiglia
in Etiopia; l’Africa esercita sul piccolo Hugo un fascino
enorme e la guerra costituisce per lui un’esperienza determinante.
Rientra in Italia nel 1942 e si stabilisce a Venezia. L'occasione
per cimentarsi con la narrazione a fumetti gli viene offerta da
un gruppo di giovani autori capeggiato da Mario
Faustinelli e dallo scrittore
Alberto Ongaro, con i quali fonda la testata "Albo Uragano",
che dal 1947 si intitolerà "Asso di Picche-Comics"
(dal nome dell'eroe principale). Alla rivista iniziano a collaborare
altri giovani talenti, fra cui Dino
Battaglia, Rinaldo D’Ami,
Giorgio Bellavitis e
il personaggio di Asso di Picche
incontra un grande successo in Argentina, dove Pratt si trasferisce
con altri membri del "Gruppo di Venezia" e dove si fermerà
(a Buenos Aires) per tredici anni.
Nel 1959 Pratt realizza la prima storia per la quale firma anche
i testi: Anna della giungla.
Dopo una breve parentesi londinese (1959-1960) e il rifiuto di alcune
proposte di lavoro negli Stati Uniti, il periodo sudamericano di
Pratt si conclude nel 1962 con il rientro in Italia.
Stabilitosi a Venezia, nel 1965 lavora nello staff del Corriere
dei Piccoli e nel ‘67 incontra Florenzo
Ivaldi, un genovese appassionato di fumetti, col quale decide
di inaugurare una nuova rivista, Sgt. Kirk – che presenti
i lavori di Pratt realizzati in Argentina, qualche classico americano
e alcune storie inedite. Fra queste ultime, inserite nel numero
d'esordio troviamo le prime tavole di "Una
ballata del mare salato", storia che segna la prima
apparizione di Corto Maltese.
L’Editrice Cepim lo invita a collaborare con la serie
"Un Uomo un’Avventura". Pratt realizza quattro volumi:
"L’Uomo dei Caraibi",
"L’Uomo dei Sertão",
"L’Uomo della Somalia",
"L’Uomo del Grande
Nord". Collabora con la Comic Art realizzando
"Jesuit Joe",
da cui verrà tratto un film.
Nel 1983 nasce la rivista Corto
Maltese che ripubblica gli episodi del personaggio già
apparsi su Linus e nuovi episodi degli "Scorpioni
del Deserto".
Riceve molti premi e riconoscimenti tra questi lo "Yellow Kid"
al salone internazionale dei Comics di Lucca.
Scrive per gli Editori del Grifo i romanzi "Aspettando
Corto" e "Kriss
Kenton". "Un
Pallido Sole Primaverile" è il suo ultimo lavoro
pubblicato dalla Comic Art.
Muore a Losanna il 20 agosto del 1995.
(biografia tratta da Ink on
line: http://www.inkonline.info/index.html
e "Hugo Pratt, Corto maltese", I Classici del
Fumetto, La Repubblica)
"Ho sempre sostenuto che
i disegnatori si disegnano nei loro protagonisti, o nei deuteragonisti
al massimo […].
Di Pratt non lo sospettavo. Ma un giorno, alla presentazione di
non so più quale libro o evento, l’ho incontrato alla
Terrazza Martini di Milano e l’ho presentato a mia figlia,
allora molto piccola ma già lettrice delle sue storie, e
lei mi ha sussurrato all’orecchio che Pratt era Corto Maltese.
Che il re sia nudo lo può dire solo un bambino. Pratt non
ha la statura, l’astata longilineità di Corto, ma guardandolo
meglio, di profilo, ho dovuto convenire che in qualche modo era
vero: la linea del naso, il taglio della bocca, non so, certo Pratt
non è il Corto della Ballata, ma diciamo che il Corto più
magico delle ultime storie, quelle che allora Pratt non conosceva
ancora..."
(Umberto Eco)
Link:
http://www.artemotore.com/utenti.tripod.it/ilmaltese/hugopratt.htm
http://members.xoom.virgilio.it/hugopratt/home.html
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