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Davide Frisoni nasce a Rimini,
dove tuttora vive e lavora, nel 1965. Dopo essersi diplomato al
Liceo Artistico di Rimini e all'Accademia di Belle Arti di Bologna,
inizia un'intensa attività di illustratore e scenografo e,
dal 1996, di pittore.
Ha al suo attivo un considerevole numero di mostre personali e collettive.
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Che lavoro fai?
Sono un pittore e ne vado orgoglioso.
Sei
un artista?
Forse si, ma non tocca a me deciderlo. La cosa che mi interessa
di più è dipingere un buon quadro.
Cosa dipingi?
La realtà, ciò che incontro, quello che mi accade,
la mia vita.
E quindi?
Rimini soprattutto, le strade, i semafori, le luci dei lampioni,
la spiaggia (la nostra, quella invernale), ritraggo amici e sconosciuti,
potrei andare avanti all'infinito!
No, no, ti faccio un'altra
domanda. Parlaci della tua pittura...
Ardua impresa... soprattutto per me che ho sempre sostenuto che
un artista deve solo dipingere e le parole lasciarle agli altri:
cultori, semplici spettatori e critici d'arte... che senza gli artisti
sarebbero senza lavoro (ma non diteglielo, si potrebbero offendere).
Meglio i giornalisti, che almeno si confrontano con l'artista prima
di scrivere. Dico questo per sottolineare un passaggio importante
e cioè la trasfigurazione della realtà, per trasfigurazione
non intendo stravolgimento, come spesso fanno i critici pur di dire
qualcosa di originale, quando non sanno leggere l'arte, ma la trasfigurazione
della quotidianità, cioè il fare i conti con la realtà
delle 'cose', dove per riuscirle a trasfigurare è necessario
viverle, entrarci dentro per cercarne il significato, il 'senso'
per se; in questa accezione bisogna parlare di trasfigurazione in
senso religioso (badate bene a non confondere il senso religioso,
che è proprio dell'uomo, con la religione, sia essa cristiana,
musulmana, buddista e via dicendo) cioè pieno di significato.
Da sempre sostengo che quel che accade, che mi accade, non avviene
per caso o peggio per sbaglio, ma perché io abbia un rapporto
concreto, fatto di carne, con la realtà. Insomma un rapporto
da uomini con la vita.
Cosa
centra tutto questo con l'arte, con la fatica del dipingere quotidianamente?
Tutto! Perché è questo che dipingo. Questo cerco tutti
i giorni.
Quindi secondo te basta il
lavoro?!
La vita è un'ispirazione immensa, lo stesso Stravinskji
diceva: «l'ispirazione non
esiste, basta il lavoro».
Quindi parlare di lavoro, di fatica non deve spaventare perché
è la condizione principale per essere ispirati.
In questo tipo di esperienza non è lasciato fuori nulla...
nemmeno la PlayStation2, di cui sono un accanitissimo fan.
Mi entusiasma vedere le soluzioni grafiche e virtuali dei videogiochi
(ho un trascorso come illustratore fantasy e iperrealista, pubblicitario,
graphic-designer e scenografo, insomma mi piace la creatività).
Cos'è per te il viaggio?
Il viaggio... è l'esperienza.
In questo senso l'idea di strada, di viaggio è stravolta
o forse trova il suo vero significato; voglio dire che non è
necessario dover provare di tutto oppure andare altrove per combattere
la monotonia del quotidiano, per sentirsi in viaggio, ma bisogna
fare esperienza! L'esperienza è rapporto con la realtà.
E' necessario prendersi sul serio.
Anche un personaggio come il nostro Federico
Fellini se non si fosse preso
sul serio (è dovuto andare a Roma per fare il regista, per
fare ciò che desiderava) sarebbe forse rimasto un riminese
qualunque.
Sono sicuro che il vivere la quotidianità può essere
un'esperienza entusiasmante.
Sei molto serio… ma non
ridi mai?
Si che rido, sono un riminese e mi piacciono anche le 'patacate',
ma come i riminesi veraci sono anche molto serio quando parlo di
me stesso.
Siamo simpaticamente profondi.
Perché
riminese verace?
Sono un «Frisone», cioè discendente dei normanni
«frisoni» che vennero a conquistare l'impero romano,
si stabilirono alle pendici del Titano e lì rimasero.
Sono riminese da duemila anni… non bastano?
E che rapporto, che legame
hai con Rimini?
E' facile… è tutto quello che sono.
So solo che quando sono fuori città per lavoro o in vacanza,
non vedo l'ora di ritornare… è la mia casa, la mia
terra, il mio mare, la mia foschia e quella luce strana che i fotografi
definirebbero 'sovraesposta'.
Ho tanti amici sparsi in tutta Italia ma quelli che mi mancano sono
i riminesi… (per i motivi di cui sopra)… e poi è
il soggetto dei miei quadri. Forse sto facendo più pubblicità
a Rimini con i miei dipinti (vanno in tutto il mondo) che la nostra
beneamata Provincia.
Come in tutto il mondo?!
Addirittura fino a Tokyo e a San Diego in California.
Sai, lavorare con il più grosso mercante d'arte d'Europa
porta i suoi frutti! (dal giugno 2001 lavoro con Telemarket
SPA il cui presidente è un'altro riminese, Giorgio
Corbelli).
Ho provato a dipingere altri soggetti, altri luoghi, ma i colori
e la luce che ci sono a Rimini sono unici.
L'alba e i temporali al mare, il tramonto al Borgo San Giuliano,
via Covignano alta in una stupenda giornata di sole primaverile,
o la pioggia sulle strade del centro di notte... un'apoteosi!
A Rimini non ci si annoia mai (sembra quasi uno slogan pubblicitario),
lo sguardo è sempre allertato su mille situazioni di luce
e colori diversi. Ciò che di giorno è una semplice
strada di ciottoli di porfido, di notte con la strada bagnata diventa
uno specchio infranto dove si riflettono e moltiplicano le luci
delle insegne, delle macchine e dei lampioni (andate in una sera
di pioggia all’inizio di viale Vespucci davanti alla sala
giochi Central Park e godete dello spettacolo che vi apparirà
davanti agli occhi… non ci credete? Guardate questo quadro...)
Rimini è straordinaria!
Non voglio entrare in merito alle cose che non vanno… non
mi competono… a ognuno il suo mestiere.
... Ahia!
Cosa c'è?
Ho un «sassolino nella scarpa».
Cioè?
Un punto di orgoglio.
Qualche hanno fa ho salvato la pala d'altare di Giorgio
Vasari sita sull'altare della
Chiesa di San Fortunato e nessuno mi ha mai ringraziato (tranne
che privatamente l'amico Manlio
Masini). Pazienza.
Comunque con i soldi della Fondazione Cassa di Risparmio di
Rimini è stata successivamente restaurata assieme alla
Chiesa… il mio grazie alla Fondazione che si sta muovendo
per fare di Rimini un centro culturale a dir poco interessante.
P.s.: a proposito...non tutti i critici sono degli idioti, qualcuno,
per fortuna, sa ancora guardare un'opera e leggerla nel profondo.
E chi sono?
Quelli che scrivono di me!
Nessuno ha mai scritto dei miei quadri se prima non mi ha conosciuto
di persona (magari davanti al risotto di mare del Lurido)
è una cosa che io pretendo. Non puoi dire la verità
di un quadro se non conosci chi lo ha dipinto.
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