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L'arte è in primo luogo un viaggio:
esplorazione e scoperta, confronto e incontro, tragitto e valico
di frontiera.
Sognatori, inquieti, ospitali, gli artisti riminesi e quelli che
in Romagna hanno lasciato tracce del loro passaggio sono nomadi
del pensiero e dell'utopia. Vivono spesso l'esistenza come viaggio,
come percorso di incontro e conoscenza, di allontanamento e ritorno,
di identità e disappartenenza. Un viaggio inteso come smarrimento
e insieme come via paradossale all'identità e ad un modo
di sentire più acuto, più complesso, più profondo.
Viaggi creativi o metaforici, simbolici o intimi, reali o virtuali
sono quelli che proponiamo in questo numero di Radio Villafranceschi.
Viaggio attraverso le tecniche pittoriche e le culture è
quello di Illustrissimi,
concorso internazionale di illustrazione promosso dal Comune di
Riccione, che ha dato il via ad una mostra
visibile fino all'8 dicembre
al Castello degli Agolanti;
storia di un viaggio utopico, pervaso di profondo amore per la propria
terra, quella di Stefano Campana,
«architetto della città celeste»;
viaggio onirico, avventura errante d'amore e straniamento quella
di Federico Fellini con
la sua Rimini;
viaggi straordinari nell'ordinario sono le strade di Davide
Frisoni;
viaggio attraverso il tempo e le suggestioni, transumanza d'arte
e di pensiero tra Rimini e l'Oriente è la riflessione di
Alessandro Giovanardi;
viaggio storico e critico attraverso l'arte riminese dal Trecento
ad oggi quella di Carlotta
Melegari;
passeggeri attoniti o fuoriluogo, smarriti in sogno o di ritorno
da fittizi viaggi, da girotondi intorno al loro stessi sono infine
quelli di Crepapelle,
giovane collettiva presentata in Galleria.
Un'arte in transito, un'arte sulla sabbia.
Libera, mai univoca, sempre sulla soglia: un'arte di confine, in
costante rapporto con l'alterità; ricca e complessa, provvisoria
e anticonformista; insieme profondamente radicata e idealmente spaesata.
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