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Il panorama
dell'arte contemporanea
nel riminese
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Occuparsi d'arte contemporanea in un territorio come quello
riminese non è impresa semplice giacché ci si trova,
di necessità, a scontrarsi con una realtà composita
e non immediatamente comprensibile. Gli artisti contemporanei presenti
sul territorio lamentano spesso la mancanza di spazi espositivi
adeguati e di una progettualità a lungo termine che, esulando
dall’episodicità di alcuni eventi anche di notevole
importanza, conferisca coerenza alle attività correlate al
settore artistico nei vari Comuni.
Gli operatori pubblici lavorano in un'endemica mancanza di mezzi
economici e scontrandosi con la difficoltà di fare accettare
le mostre di autori più innovativi, i galleristi privati,
del resto, sono spesso costretti a trovare pubblico e acquirenti
nel resto d'Italia o all'estero piuttosto che sul territorio nel
quale operano.
Manca in realtà un pubblico educato all'arte contemporanea
che spinga gli Amministratori a prendere atto della sua presenza
e a garantirgli spazi ed eventi appropriati.
Se la letteratura o il teatro riscuotono un discreto successo, probabilmente
essendo più vicini alla sensibilità del pubblico di
Rimini e dintorni, e l'Arte antica viene accettata e studiata, non
altrettanto si può dire per l'arte contemporanea vissuta,
da sempre, con una certa diffidenza dal grande pubblico. I fruitori
guardano all'arte dei nostri giorni, in particolare a quella astratta,
quasi con timore e, a volte, persino con imbarazzo, non essendo
affatto avvezzi a capirne e decifrarne il linguaggio sicuramente
più complesso di quello di altre forme artistiche che però,
va detto, sono solo apparentemente più semplici e comprensibili
magari perché inserite in correnti figurative.
Ritengo che sia auspicabile, al fine di creare almeno per il futuro,
un pubblico più attento a queste manifestazioni, curare maggiormente
l'educazione alla fruizione fin dalle scuole al fine di offrire
a tutti qualche coordinata grazie alla quale orientarsi in un mondo
multiforme e complesso come quello dell’arte contemporanea.
Parlare d'arte giova quanto il vederla, resta inteso che essa è
formata da oggetti che non possono non essere sviliti da riproduzioni,
seppur accurate, fotografiche e che taluni aspetti delle opere d'arte
vanno vissuti e non possono essere raccontati. Ma non si può
accendere un dibattito su un qualcosa che non si conosce, ecco perché
mi auguro che al più presto questo territorio possa arricchirsi
di raccolte pubbliche d’arte contemporanea che, essendo frutto
del nostro tempo, parla un po’ di noi tutti, anche al fine
di riscattare, almeno in parte, gli sforzi di quanti per anni hanno
lottato per restituire alla realtà nella quale operavano
la dignità culturale meritata, scontrandosi spesso con immense
difficoltà che, magari, non hanno permesso la realizzazione
dell'agognato progetto ma che non hanno mai fiaccato la volontà
di coloro che lo avevano proposto.
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