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Davide Minghini: «Diario sentimentale
di un riminese»
Rimini, Palazzo del Podestà
Davide Minghini è per Rimini quello che Pico è per
Riccione: l’occhio e la memoria. Fotografo e personaggio celebre
in città per il suo dinamismo professionale e la fitta rete
di relazioni con i protagonisti della cultura, dell'economia e della
politica, nel 1955 diventa corrispondente fotografico del «Resto
del Carlino» e dell'Agenzia Ansa, nonché fotografo
ufficiale delle istituzioni che governano la città e amico
personale di Federico
Fellini. L'immenso archivio pazientemente
messo insieme in quarant'anni di attività (dalla fine degli
anni Cinquanta al 1987), generosamente donato dagli eredi alla Biblioteca
Gambalunghiana, si presenta come uno straordinario racconto per
immagini della città. La mostra si articola in due sezioni:
«Diario sentimentale
di un riminese. Appunti fotografici di Davide Minghini»
e «Per il film,
immagini dal set di Amarcord».
Ingresso libero. Fino al 30 novembre.
Per informazioni:
Info: tel 0541 55414
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Libertatis Fundator
San Marino, Antico Monastero Santa Chiara
«Libertatis
Fundator. IL SANTO MARINO. Iconografia, Arte, Storia»
è il titolo completo della mostra, promossa dalla Repubblica
di San Marino, che si terrà presso l’Antico Monastero
Santa Chiara fino al prossimo 30 novembre. Un percorso espositivo
che raccoglie, per la prima volta, la straordinaria produzione artistica
nata attorno alla leggendaria figura di Santo Marino e sviluppatasi
nel corso dei secoli.
Da chiese, istituzioni e collezioni sammarinesi, nonché importanti
musei europei arrivano circa centocinquanta opere d’arte:
un’occasione importante per ripercorrere la presenza nella
cultura e nella società di Santo Marino, figura centrale
per la cultura e la storia dei sammarinesi, «fondatore»
della coscienza di uno Stato i cui capisaldi sono la libertà
e l’autonomia politica.
Marino è un personaggio dai diversi volti: uomo di fede,
operaio, politico. Nel corso dei secoli la sua figura ha assunto
per questo caratteristiche leggendarie, divenendo oggetto di devozione
popolare, oltre che figura concreta, difensore della Libertas.
Cinque le sezioni in cui si articola la mostra e che seguono le
tracce del Santo, dalla sua terra d’origine, Arbe,
sino ai luoghi dove pose la sua dimora eremitica e si formò
il primo nucleo sotto la sua egida. Attraverso l’emozionante
rievocazione di luoghi, fatti ed atmosfere, lo spettatore incontra
le più importanti opere, antiche e contemporanee, che rappresentano
Santo Marino e le sue vicende come vengono ricordate negli Acta
Sanctorum o tramandate dalla
tradizione popolare.
L’oggettistica legata alla figura del Santo rappresenta una
piccola mostra nella mostra: cartoline, manifesti, stampe, francobolli,
monete e altri manufatti destinati al turismo.
Una parte fotografica completa arricchisce il percorso espositivo,
riproducendo opere non in mostra: ideale per avere un quadro iconografico
esaustivo e rivivere gli albori di un’antica Repubblica legata
indissolubilmente al suo fondatore.
Orari: feriali dalle 9 alle 17; sabato e domenica: dalle 9 alle
19. Chiuso lunedì.
Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 0549 885980; e-mail: direzione@anonimatalentisrl.it
Ufficio stampa: Studio
Esseci, tel. 049 663499; e-mail:
info@studioesseci.net; cinziatedeschi@hotmail.com
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«Nel segno
del fuoco», la visione della natura di Lamberto Caravita
Bagnara di Romagna (RA), fino al 30 novembre
La
nuova mostra di Lamberto
Caravita, poliedrico artista
massese alla settima personale del 2003, si è inaugurata
alla Rocca Sforzesca
di Bagnara di Romagna il 15 novembre scorso. «Nel segno del
fuoco», l’accattivante titolo scelto per questa esposizione,
rimanda subito alla tecnica con cui l’artista ha realizzato
la quasi totalità dei lavori presentati: la pirografia su
tavola.
Ma è lo stesso curatore della mostra, il Dott. Giovanni
Morsiani, esperto d’arte
nonché Presidente della Pro loco di Bagnara a presentarcene
il tema legato agli elementi naturali.
Scrive Morsiani: «Caravita dipinge
col fuoco, riesce così a raffigurare la natura artisticamente,
utilizzando come materia prima i suoi elementi naturali: il fuoco
ed il legno. Nascono così spontaneamente i suoi animali delle
foreste, i suoi fiori, i suoi alberi, preludio delle facce degli
uomini che popolano la terra e che la forza primordiale del fuoco
rende tutti uguali.»
La mostra allestita nelle sale di piano terra della Rocca Sforzesca
di Bagnara di Romagna resterà aperta fino al 30 novembre
nei seguenti orari: feriali e festivi dalle 16,00 alle 19,00 chiuso
il lunedì.
Per eventuali visite in altri orari o per visite guidate contattare
la Pro Loco di Bagnara al n° tel.0545 76733.
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Arnold Newman,
un maestro del ritratto
Reggio Emilia, Palazzo Magnani
Dopo
Parigi (Hotel Sully) e Copenhagen (Louisiana Museum) 150 immagini
del fotografo americano Arnold
Newman saranno in mostra presso
Palazzo Magnani fino al 30 novembre.
La mostra Newman, promossa dalla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione
con la Mission du Patrimoine Photographique del Ministero
della Cultura di Francia, presenterà 150 scatti del più
grande ritrattista di artisti e personalità della seconda
metà del '900. Arnold Newman registra la storia con la sua
macchina fotografica. Non solo ha fotografato molti dei più
importanti esponenti del XX secolo nell'arte, nella letteratura,
nel cinema, nella musica, nella politica americana e internazionale,
tra i quali Leonard
Bernstein, Pablo
Picasso, David
Hockney, John
F. Kennedy, Marc
Chagall, Marilyn
Monroe, Georgia
O' Keeffe, Salvador
Dalì e Andy
Warhol, ma ha anche realizzato
i ritratti di tutti i presidenti americani a partire da Harry
S. Truman.
Il suo più famoso ritratto - una vera e propria icona della
fotografia del Novecento - scattato a New York nel 1946, è
quello del compositore e direttore d'orchestra Igor
Stravinsky. Newman fu una delle
figure leggendarie della rivista LIFE, autore di reportage
di qualità nei quali i suoi ritratti in esterni riuscivano
a catturare non solo la personalità dei modelli ma lo spazio
da essi abitato.
Il catalogo che accompagna l'esposizione, con testi di Pierre
Borhan e di Sandro
Parmiggiani, contiene anche una
lunga, inedita intervista a Newman
di Lars Schwander,
Borhan.
In contemporanea (20 settembre - 30 novembre), le sale al piano
terra di Palazzo Magnani accoglieranno la mostra Davide
Benati, «Nove
visitazioni e un sogno»
che presenta dieci dipinti - acquerelli su carta tibetana incollata
su tela - di grandi dimensioni (cm. 200 x 300), realizzati negli
ultimi sei mesi, nei quali Davide Benati (Reggio Emilia, 1949) rivisita
alcuni dei cicli su cui aveva lavorato negli anni Ottanta e Novanta,
con sorprendenti innovazioni nella costruzione dell'immagine e dei
colori, che esaltano ancora di più la forza espressiva e
l'impatto visivo delle sue opere.
Sede delle mostre: Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 29.
Per informazioni:
Tel. 0522 454437; fax 0522 444436; e-mail: info@palazzomagnani.it;
sito internet: http://www.palazzomagnani.it.
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Maurizio Mochetti
Sassuolo (MO), Palazzo Ducale
Il
Palazzo Ducale di Sassuolo presenta la prima ampia mostra antologica
dedicata a Maurizio
Mochetti (Roma, 1940) da uno
spazio museale italiano.
Personalità di spicco delle ricerche figurative dell’arte
contemporanea, l’artista romano incentra la sua ricerca sulla
luce, sul rapporto delle forme con lo spazio e sulla possibilità
offerta dai meccanismi tecnologici di produrre, nello spazio, fenomeni
visivi.
L’esposizione, ideata dall’artista e curata da Germano
Celant e Filippo
Trevisani, presenta una visione
articolata ed organica del suo percorso creativo attraverso una
selezione di venticinque opere lungo un arco cronologico che va
dal 1966 al 2002. Alcune opere sono state realizzate appositamente
per l’occasione e l’intero allestimento è concepito
in dialogo con le sale seicentesche, affrescate da Jean
Boulanger, del Palazzo Ducale
di Sassuolo. Trasformato in 'Delizia Barocca' da Francesco
I d’Este, a partire dal
1634 l’edificio diviene una vera e propria reggia su progetto
dell’architetto ducale
Bartolomeo Avanzini, che unifica
la struttura originaria di castello con il rigore di uno stile unitario.
La mostra è allestita al Piano Nobile del Palazzo Ducale
e viene introdotta al piano terra e lungo lo scalone d’entrata
da un aereo F 104 Starfighter rosso e da un modello in scala di
una Ferrari realizzata in oro zecchino, sospesa sulle scale, un
invito ad avventurarsi nella 'dimensione mochettiana' sempre in
bilico tra gioco ed erotismo. Catalogo (edizioni Skira) a cura di
Germano Celant.
Per informazioni:
Comune di Sassuolo, Servizio Attività Culturali: tel. 0536
1844770.
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BilBOlbul
Bologna, dal 19 novembre
Torna
a Bologna li 19 Novembre, per la terza edizione, bilBOlbul progetto
di divulgazione della cultura del fumetto a cura di Hamelin Associazione
Culturale, con iniziative sempre più numerose rivolte agli
appassionati e a chi desidera avvicinarsi al mondo dei comics. Anche
quest’anno proporrà lezioni, incontri con l’autore,
mostre, workshops e un concorso per giovani artisti.
Il programma didattico prevede lezioni di Antonio
Faeti su alcuni disegnatori di
Bologna ed altre di Daniele
Barbieri, Enrico
Fornaroli, Igort,
Omar Martini,
Carlo Mauro,
Andrea Plazzi,
tra i maggiori esperti della materia in Italia, che fotograferanno
singole relazioni tra maestri del fumetto internazionale e grandi
metropoli. Le lezioni si terranno il mercoledì dalle 18 alle
20 nelle sedi dei Quartieri Savena e San Vitale.
BilBOlbul continua a proporre momenti di confronto con autori di
fama internazionale. Già confermate le presenze di Sergio
Toppi e David
B. Due mostre, rispettivamente
in novembre e a marzo, saranno dedicate all’universo di «Magico
Vento» e al fumettista David B.
In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti sono previsti
workshops con David
B., Igort,
Gabriella Giandelli,
Davide Toffolo,
e un concorso di opere inedite.
Per informazioni:
Tel. 051 233401; e-mail: bilbolbul@hamelin.net
Sito web: www.hamelin.net
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Il Castello
delle passioni. Francesca, Eloisa, Eleonora, l’amore che non
abbandona
Verucchio, fino al 31 dicembre 2003
Proseguirà
fino al 31 dicembre, presso la Rocca Malatestiana di Verucchio,
la mostra multimediale dedicata alle complesse vicende di molti
secoli di storia femminile, di epoche e di luoghi apparentemente
lontani. E con le donne, ineludibile, l’amore, romantico e
poetico. La mostra è organizzata dalla Pro Loco per l’Assessorato
alla Cultura di Verucchio in collaborazione con la Fondazione Cassa
di Risparmio di Rimini e la Provincia di Rimini, ideata e curata
dal professor Giovanni
Rimondini, autorevole studioso
della storia della famiglia Malatesta. Si svilupperà in tutti
gli spazi interni ed esterni della Rocca con allestimenti multimediali
che andranno a coinvolgere tutti i sensi del visitatore: vista,
tatto, udito, gusto.
La sala di Sherazade è la sala dell’odorato: nell’aria
sono liberati i forti aromi del muschio, dell’ambra e del
gelsomino; a Francesca è dedicato un profumo speciale che
si ottiene dall’Elicriso, un fiore giallo che cresce sulle
mura delle Rocche Malatestiane. Ai sapori e agli odori delle spezie
è dedicata la seconda sala, dedicata più propriamente
al gusto. In occasione dell’apertura della mostra, e in altri
momenti precisati, verranno offerte piccole confezioni di cibi,
dolci e salati, le cui caratteristiche di sapore sono tratte dalle
ricette di cucina del secolo XIII, le prime che ci sono pervenute.
Mentre l’udito, nella prima delle sale superiori, viene sollecitato
dai suoni e dai timbri degli strumenti del tempo di Francesca.
La sala degli abiti di Francesca, propone la ricostruzione dell’abito
malatestiano di corte, la guarnacca adriatica o bizantina dei secoli
XIII-XIV, che Elisa
Tosi Brandi ha studiato su raffigurazioni
dei pittori riminesi del Trecento, di Giotto
e di Paolo Veneziano.
Lì il tatto potrà essere stimolato dai visitatori
della mostra stropicciando scampoli di stoffe di seta, velluto,
di lino e di altri tessuti antichi.
Per informazioni:
Rocca Malatestiano di Verucchio, tel. 0541 670222
Ufficio stampa MKT comunicazione, tel. 0549 900124; e-mail: staff@mktcomunicazione.com
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Luogo Comune + ISIA: A cena con l’arte
contemporanea
Faenza, fino al 17 dicembre
«Le serate del pensiero
conviviale - Collezione inverno 2003/04: A cena con l’arte
contemporanea». In collaborazione con L’ISIA di Faenza,
Luogocomune presenta un ciclo di serate dedicate all’arte
contemporanea. Il sottotitolo, per non addetti ai lavori, crediamo
non richieda spiegazioni: per quanti di noi possono ammettere di
non capire perché Picasso
disegnava figure così storte o la differenza fra le opere
di Mirò e i disegni di un bambino, sono stati concepiti questi
quattro interventi. I relatori, tutti docenti all’ISIA, affronteranno
in modo elementare ed introduttivo temi legati all’idea contemporanea
di arte e di design. Come nello stile di Luogocomune, gli incontri
avranno il carattere della convivialità, forse saranno più
vicini ad una chiacchierata fra amici che ad una lezione, e, naturalmente,
saranno accompagnate da una cena in compagnia.
26 novembre ore 20: «L’arte contemporanea», Claudio
Marra;
3 dicembre ore 20: «Il design», Roberto
Daolio;
10 dicembre ore 20: «La comunicazione visiva», Roberto
Ossani;
17 dicembre ore 20: «Le ultime tendenze», Guido
Molinari.
Gli incontri si svolgeranno nella sede dell’Associazione Culturale
Luogocomune, Via Strocca di San Biagio 47 Faenza; avranno durata
di 60/80 minuti e saranno seguiti da una cena. Il costo della serata
è 18 Euro a persona, per un numero massimo di 40 persone.
Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri: 335 7022201;
328 5968055; 0546 681572. E-mail: luogocomune@racine.ra.it;
sito:
www.luogocomune.it
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Anton Roca, Angelos/Angelo
Rimini, Galleria dell’Immagine
Ha
inaugurato l'8 novembre scorso, presso la Galleria dell'Immagine
di Rimini, la mostra personale di
Anton Roca dal titolo «ANGELOS/ANGELO».
L'esposizione presenta un allestimento realizzato per l'occasione,
frutto del recente soggiorno dell'artista a Cefalonia, Isola della
Pace 2003, dove ha partecipato al progetto «Testimonials 03/Kefalonia
Peace Island», incentrato sul tema della costruzione della
pace e del rispetto dei diritti umani.
In un mondo in dinamica evoluzione culturale, etnica, economica
e politica, in cui i sistemi fino a ieri vigenti sono diventati
rapidamente obsoleti e gli scenari di crisi profonde impongono ripensamenti
radicali di dati fino a ieri certi, è inevitabile l'apertura
dei 'confini' ai popoli, alle idee, alle culture e all'arte. Se
da un lato nuovi nazionalismi si affacciano, riscoprendo e valorizzando
tradizioni locali, dall'altro ben pochi uomini sul pianeta hanno
ormai una identità culturale semplice ed univoca.
Da questa premessa, facendo ricorso ad un linguaggio espressivo
che va dalla fotografia al video, dalla pittura all'allestimento,
prende avvio il lavoro attuale di Anton Roca, uno degli artisti
più coerenti e rigorosi nella ricerca del rapporto tra arte
e vita.
In questa mostra riminese parte fondamentale riveste la memoria,
quella di un "angelo-messaggero" grazie al quale viene
rivissuto e reso attuale il monito di libertà e di giustizia
proveniente dall'eccidio di Cefalonia dell'8 settembre 1943.
«(…) Ho avuto in dono da
Angelo - egli e mio padre sono coetanei - mentre percorrevamo insieme
i luoghi della sua memoria relativa all'eccidio di Cefalonia, durante
un tramonto infuocato di settembre, quel racconto che oggi mio padre
non è più in grado di farmi, quella sofferenza che
non è più in grado di donarmi.» (Anton
Roca)
Galleria dell'Immagine, via Gambalunga 26. Orari: 9,30-12,30 / 16,00-19,00;
sabato 10,00-12,00; domenica chiuso. Info: tel. 0541 55082; e-mail:
musei@comune.rimini.it
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Sguardi incrociati
Gambettola (FO), La Fabbrica
Tutto
è cominciato nel 1989, per iniziativa di Angelo
Grassi che ha fatto del recupero
industriale la filosofia del suo lavoro e del suo stile di vita.
Oggi, quello che era un ex cementificio di 16.000 mq., è
diventato il centro artigianale «La
Fabbrica» e cioè
un centro dinamico, creativo, con laboratori artigianali e spazi
dedicati a galleria d’arte, laboratorio scenico teatrale,
biblioteca e ambienti di relax.
Tutto ciò si è potuto concretizzare anche grazie alla
sensibilità e alla collaborazione Comunale e delle organizzazioni
di categoria. Nell’ambito degli eventi promossi è stata
organizzata la rassegna d’arte «Sguardi incrociati»,
a cura di Angelo Grassi e Giancarlo
Papi.
Artisti invitati: Luis
Acosta, Rosetta
Berardi,
Francesco Bocchini,
Antonia Busi, Mariella
Busi De Logu, Maria
Pia Campagna, Vincenzo
Cecchini, Francesco
Daga, Cacilie
Davidis, Enrico
T. De Paris, Sandra
Davolio, Silvia
Fedorova, Keiko
Fukui, Piero
Gilardi, Peter
John, Elisabeth
Krampe,
Ciro Lauto, Giovanni
Lombardini, Giuseppe
(William) Pandolfini, Vittorio
Presepi, Massimo
Pulini, Anton
Roca, Mirella
Saluzzo, Ines
Schwotzer,
Dimitra Siaterli, Graziano
Spinosi, Katharina
Thomas, Erich
Turroni, Verter
Turroni, Mattia
Vernocchi.
L’esposizione rimarrà aperta tutti i giorni, con i
seguenti orari: dal 9 al 16 novembre dalle 17.00 alle 23.00; dal
17 al 30 novembre dalle 17.00 alle 20.00; sabato e domenica 10.00-13.00
/ 15.00-20.00.
Ex cementificio SICLI - viale Carducci 113, Gambettola (FO). Info:
0547 52115; e-mail:
rose.ber@tin.it
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Marco Samorè,
«Storia di uno che se ne andò in cerca della paura»
Sassuolo (MO), Centro Culturale Paggeria
La
Paggeria Arte di Sassuolo, diretta da Betta
Frigieri, inaugura la nuova stagione
espositiva di «Percorsi nel contemporaneo» con la mostra
personale del faentino Marco
Samorè dal titolo «Storia
di uno che se andò in cerca della paura». La mostra,
visitabile fino al prossimo 28 dicembre, è accompagnata da
un testo critico di Roberto
Daolio.
All'interno degli spazi recentemente ristrutturati dell'antica Paggeria
di Palazzo Ducale, Marco Samorè presenta una inedita serie
di lavori che prendono spunto dall'universo narrativo dei fratelli
Grimm.
I canti popolari, le fiabe, le leggende sono sotto un certo aspetto
il risultato delle credenze di un popolo, della sua sensibilità,
delle sue facoltà, del suo sforzo; si crede perché
non si sa; si sogna perché non si vede. Queste parole di
Herder
erano certamente note ai fratelli Wilhelm
e Jacob Grimm
quando nel 1812 diedero alle stampe «Kinder-und
Hausmarchen», loro opera
maggiore, edita con l'intento di innalzare le fiabe popolari tedesche,
fino ad allora unicamente tramandate a voce, a vere pagine di poesia.
«Storia di uno
che se ne andò in cerca della paura»
è una delle oltre 200 fiabe contenute nella celebre raccolta,
e narra di maghi, di re e di regine, così come di boschi
incantati e di castelli, ma anche di un figlio che considerato dal
padre uno sciocco buono a nulla, decide di partire per la grande
via maestra alla ricerca di qualcuno che gli faccia conoscere la
pelle d'oca.
L'impianto della mostra racconta di quel luogo dove gli uomini sono
re, orchi e nani, accogliendo lo spettatore in uno spazio articolato
e scandito dalla presenza di installazioni, sculture e fotografie,
capaci di trasportarlo nelle sognanti atmosfere che abitano tutte
le storie raccontate dai fratelli Grimm.
Paggeria Arte, Piazzale della Rosa, Sassuolo (MO). Orari: Mercoledì,
giovedì, venerdì ore 16 – 20; sabato e domenica
ore 10 – 13 / 16 – 20. Info: tel. 339 37667; e-mail:
paggeriarte@yahoo.it
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Stefano Ronci:
«Immersioni. Pittura, paesaggi e artifici»
Cattolica, Galleria S.Croce, fino al 14 dicembre
Piantumazioni
sulla spiaggia, esplosioni di verde, giardini che evocano eden caraibici,
sono improprie apparizioni per queste latitudini e per queste nostre
nebbie che specie d'inverno si addensano allo sfocio della pianura
padana; una fascia litorale sempre più innaturale è
quella che compare senza soluzione di continuità su questa
nostra sponda adriatica accanto a quella metropoli di costa che
dal secondo dopoguerra è deflagrata senza freni. Nella spiaggia
antropizzata le esotiche presenze botaniche devono far dimenticare
che dopotutto siamo sulle rive dell'Adriatico.
D'inverno, come per un incantesimo maligno, diventano giardini raggelati
e «il variegato verde vivaistico» profusamente disseminato
sulla spiaggia, come osserva Fabio
Fiori nella sua presentazione
alla mostra, si trasforma in un «meta-paesaggio balneare».
Le ectoplasmatiche sagome di piante esotiche incellophanate diventano
il tema centrale della 'rappresentazione' pittorica di Stefano
Ronci e del suo indagare il rapporto
uomo-natura: ne deriva una inedita lettura del paesaggio, si propone
una nuova tassonomia di reperti balneari.
L'idea da cui nasce questa mostra è densa di riferimenti
sottili e problematici. Si
tratta di rileggere ancora una volta il volto del nostro litorale
e riflettere ancora una volta sugli eccessi che su di esso si addensano,
antropici, cementizi, economici e sociali o semplicemente di mode
e di arredi invasivi.
Stefano Ronci, architetto trentenne riminese, indaga e ritrae macroscopicamente
l'aspetto estraniante e incongruo di queste strane vegetazioni di
spiaggia, lo fa con occhio indagatore e astrae un universo inquietante.
L'estrema fusione, la sintesi fatale è quando l'artista stesso
si tramuta, celandosi nel cellophane, in una creatura arcana e ambigua.
Il riferimento lontano può essere l'espressione artistica
della land art anni '70, o le emblematiche impacchettature dell'artista
Christò;
il riferimento vicino è una pittura iperrealista e conscia
di tutti i mezzi tecnici di cui può entrare in possesso per
la 'vivisezione ' del dato di natura. Il senso complessivo del lavoro
è quello di svelare una lettura incrociata tra arte, uomo
e paesaggio.
La mostra è organizzata e curata dal Centro Culturale Polivalente
del Comune di Cattolica.
Galleria Comunale S.Croce, via Pascoli 21, Cattolica (RN). Info:
annamb@cattolica.net
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L’idea
di paesaggio nella fotografia italiana dal 1850 ad oggi
Modena, fino al 25 gennaio 2004
Sarà
visibile fino al prossimo 25 gennaio, presso la Sala Grande di Palazzo
Santa Margherita e presso la
Palazzina dei Giardini, la mostra allestita in occasione dell’VIII
edizione del premio «Modena
per la fotografia», dal
titolo «L’idea
di paesaggio nella fotografia italiana dal 1850 ad oggi».
La rassegna – interamente prodotta e organizzata dalla Galleria
Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio
di Modena - prende in esame uno dei grandi temi affrontati
dalla fotografia da quando essa ha iniziato ad avere coscienza delle
potenzialità espressive specifiche del mezzo stesso: la possibilità
di riprodurre la realtà circostante in modo differente rispetto
a quanto, a metà Ottocento, andava facendo la pittura.
A quasi dieci anni dalla prima edizione, «Modena per la Fotografia»
segna un nuovo, importante passo nella ricognizione dell’arte
fotografica del XX secolo, concentrandosi su di uno specifico percorso
di indagine.
Del tutto particolare poi è l’allestimento della sezione
dedicata agli esponenti dell’ultima generazione – F.
Jodice, Andreoni_Fortugno,
Bernabini,
De Lonti,
Ferrero Merlino,
Zucchetti,
Sonzogni,
Mangano,
Rivetti:
le loro opere saranno infatti esposte in esterno, nel chiostro di
Palazzo Santa Margherita, sulle vetrate della Palazzina dei Giardini,
e in altri spazi pubblici della città. Le immagini verranno
infatti realizzate in grande formato e su materiali particolari,
così da riportare i paesaggi riprodotti a diretto confronto
con il contesto urbano.
Il percorso ha inizio nella Sala Grande di Palazzo Santa Margherita,
dove si trovano riuniti gli autori che hanno dato il via a questo
genere fotografico in Italia: dai fotografi come Giacomo
Caneva, Robert
Macpherson, Tommaso
Cuccioni - narratori per immagini
di un mondo che sino ad allora era stato illustrato solo dalle cronache
e dai dipinti dei viaggiatori del Grand Tour - ai pittorialisti
di inizio secolo come Peretti
Griva, per giungere infine alla
definizione di un primo paesaggio urbano, concretamente attuale,
testimoniato dai protagonisti della stagione degli anni Trenta e
Quaranta, da Gabinio
agli aerofotografi.
Alla Palazzina dei Giardini si trovano riuniti i nomi più
noti al grande pubblico, quelli dei maestri della nuova visione
paesaggistica italiana, emersi con particolare forza tra gli anni
Sessanta e Settanta: da Giacomelli,
Fontana,
Ghirri
fino a Jodice,
Basilico,
Guidi,
per giungere agli eredi naturali di quella generazione, i nuovi
maestri della fotografia nazionale ormai riconosciuta anche all’estero,
come Olivo Barbieri,
Walter Niedermayr
e altri ancora.
Oltre 300 le opere in esposizione, dalle calotipie e albumine di
metà Ottocento ai grandi formati a colori degli ultimi anni,
per un primo momento di riflessione e analisi di quei fenomeni artistici
che hanno profondamente segnato alcuni periodi dello sviluppo del
linguaggio fotografico nel nostro Paese, attraverso l’esperienza
di alcuni importanti, e non sempre parimenti celebrati, autori.
Abbinato a questa importante iniziativa dedicata all’arte
fotografica ritorna, come nelle precedenti edizioni, «Portfolio.
Giovane Fotografia in Italia».
15 giovani autori, selezionati attraverso il concorso nazionale
omonimo, tracciano le linee di tendenza della ricerca fotografica
contemporanea nel nostro Paese. La premiazione avverrà sabato
17 gennaio, presso la Sala Grande di Palazzo Santa Margherita.
Sedi della mostra: Sala Grande di Palazzo S.ta Margherita, c.so
Canalgrande 103; Palazzina dei Giardini, c.so Canalgrande.
Orari: da martedì a venerdì 11-13; 15,30-18,30. Sabato,
domenica e festivi 10-18,30. Chiuso il lunedì.
Informazioni: Galleria Civica, tel. 059 206911-206940; e-mail: galcivmo@comune.modena.it
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Da Modigliani
al contemporaneo. Scultura dalle collezioni Guggenheim
Modena, Foro Boario, fino al 7 marzo 2004
Alle
ore 18 di sabato 29 novembre 2003, al Foro Boario di Modena, si
inaugura la mostra «Da
Modigliani al contemporaneo. Scultura dale collezioni Guggenheim».
L’esposizione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio
di Modena, in collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim
e il Museo Solomon
R. Guggenheim, intende focalizzare
l’attenzione del pubblico su alcuni temi emblematici della
ricerca scultorea del XX secolo.
Le grandi navate del Foro Boario sono state il punto di partenza
per concepire la mostra come un vero e proprio percorso tra le sculture
e permettere al pubblico di camminare ed osservare le opere come
in un parco ideale.
Nella mostra vengono esposte, riunite per la prima volta, sculture
provenienti dalle collezioni che costituiscono il patrimonio dell’importante
fondazione americana: la Collezione del Guggenheim di New
York, il Museo di Bilbao e quella che fu la collezione
privata di Peggy Guggenheim.
L’esposizione, che copre un arco di tempo dal 1882 ad oggi,
è articolata in tre sezioni principali: «La
Figura Umana: l’evoluzione dalla tradizione»;
«La Forma Animale:
un bestiario moderno»;
«Le Avanguardie:
la ricerca astratta; verso l’Antiscultura: il contemporaneo»,
ognuna delle quali si sviluppa secondo un ordine cronologico.
La prima sezione comprende opere di Degas,
Rodin
e Maillol,
i tre autori riconosciuti dalla critica come gli iniziatori in Francia
della nuova scultura. Cardine di questa sezione è la scultura
di Amedeo Modigliani,
una testa divenuta emblema dell’autore, una delle sue opere
più note.
Il tema del corpo e del ritratto, è illustrato dalle opere
di Moore,
Arp,
Ernst,
Giacometti,
Armitage,
Richier
e dall’interessante gruppo di vetri concepiti da Pablo
Picasso per la Fucina
degli Angeli di Egidio
Costantini (Murano). Quasi per
continuità, le trasformazioni picassiane fanno da preambolo
ad una sezione particolare, dedicata al Bestiario. Tra le altre
opere, sono da segnalare i Leoni
di Mirko
e le sculture di Eduardo
Paolozzi e Luciano
Minguzzi. Centro ideale della
sezione è la grande Maiastra
di Costantin Brancusi,
dorato uccello mistico della mitologia romena, considerato uno dei
capolavori dell’artista.
Alexander Calder rappresenta
un ennesimo diaframma ideale nel percorso. Le sue note opere ‘mobili’
costituiscono l’inizio della sezione dedicata alla ricerca
dell’astrazione, alla perdita di confini stilistici di corpo
e natura. Dal Museo di New York giungono i capolavori delle avanguardie
di inizio secolo, da Gabo
a Moholy-Nagy; altri ne approdano grazie alla collaborazione del
Museo con le Fondazioni Nasher e Noguchi, che hanno reso disponibili
opere simbolo della ricerca sull’astrazione. Tra le altre,
sono presenti in questa sezione sculture di Lipchitz,
Duchamp-Villon,
Pomodoro,
Nivola,
Pevsner,
Vantongerloo.
Un altro momento di riflessione, una mutazione di indirizzo, è
riconoscibile nello spazio dedicato a due maestri, Joseph
Cornell e Marcel
Duchamp: una piccola sezione,
intitolata «Provocazione/verso l’antiscultura».
Cornell è considerato un maestro della scultura composta
da oggetti quotidiani riuniti a formare metafisiche e surreali scatole-teatrino,
come la famosa opera contenente un pappagallo impagliato che provocò
gli ambienti americani negli anni Quaranta. Duchamp, per anni amico
e consigliere di Peggy Guggenheim, è presente con la storica
Boite en Valise,
dove l’artista raccoglie come in un inventario le microriproduzioni
di tutte le sue opere.
Questi due maestri affascinanti ed enigmatici aprono idealmente
la sezione dedicata al Contemporaneo, insieme a Carl
Andre, Flavin
(presente con una sua importante opera al neon), Kounellis,
Penone
e Michelangelo Pistoletto.
La mostra consente di attraversare fisicamente le esperienze creative
di molti autori che hanno segnato il secolo appena trascorso e che
si trovano tutte raccolte in una collezione affascinante e sempre
ricca di sorprese, qual è quella della Fondazione Guggenheim.
Info: Ufficio stampa hurstel.roberta@wanadoo.fr;
tel. 0033 1 53260426; Cecilia Lazzeretti - Fondazione Cassa
di Risparmio di Modena info@fondazione-crmo.it;
Tel. 059-239888.
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FARAFINA’,
Arte Africana a 360°
Modena, dal 9 al 18 gennaio 2004
L’Associazione
Ivoriana di Modena e Provincia, l’Assessorato alle Politiche
Giovanili del Comune di Modena, la Tenda, in collaborazione
con l’Ufficio Giovani d’Arte, realizzano «FARAFINA’,
Arte Africana a 360°»,
manifestazione interdisciplinare che tende a promuovere e a sancire
il valore dell’arte africana nella società italiana.
L’iniziativa progettata e curata da Joachim
Silue e Osmane
Coulibaly, si svolgerà
dal 9 al 18 gennaio 2004, presso la
Tenda di Modena.
Farafinà, ovvero Africa Nera in lingua bambara. Nel titolo
stesso si intuisce la peculiarità di questa grande manifestazione
interdisciplinare che per la prima volta nella città di Modena
riunisce e presenta al pubblico le più diversificate espressioni
artistiche di autori originari dell’Africa Nera e residenti
in Italia. Uno spaccato esemplare di un’area culturale che
è sempre più a stretto contatto con la cultura occidentale,
sempre di più vive e si misura con essa, e con la quale sente
la necessità di aprirsi al confronto e mostrarsi nei propri
caratteri di vivacità e dinamicità.
Tutta la cultura europea del Novecento ha sempre avuto un rapporto
frammentario e strumentale con l’espressione artistica di
origine africana: dapprima penetrata nei musei di etnografia, oltre
un secolo e mezzo fa, come bottino scientifico di spedizioni esplorative
e ragione di rafforzamento del colonialismo europeo; poi improvvisamente
riscattata dall’interesse di grandi maestri delle avanguardie
artistiche, come Picasso,
Derain,
Vlaminck,
Matisse,
che agli inizi del XX secolo scoprivano negli oggetti d’arte
tribale i valori di libertà, ritorno alle origini, spontaneità
creativa e distacco dalle convenzioni rappresentative tradizionali.
Oggi l’espressione artistica di origine africana e che vive
in Italia gode di un’autonomia e un’identità
forte che si muove tra sperimentazione e tradizione, continuità
e cambiamento, assorbendo ed elaborando stimoli propri della cultura
occidentale in un linguaggio che rappresenta ancora un ideale di
libertà creativa e di integrazione tra espressioni formali
diverse.
Questo itinerario tra mostre d’arte contemporanea, spettacoli
di musica e danze tribali, incontri, conferenze, laboratori offre
l’opportunità per presentare e valorizzare ricerche
artistiche di questa specifica area culturale nel nostro paese,
ed è occasione di conoscenza, incontro e confronto sulle
tematiche più attuali inerenti l’integrazione tra le
culture e l’evolversi odierno delle forme artistiche in quest’ottica
interculturale.
L’evento prevede anche conferenze, tavole rotonde, concerti
e poiezioni.
Per informazioni:
La Tenda, viale Molza, angolo viale Monte Kosica, Modena –
e-mail: la.tenda@comune.modena.it;
tel. 059 214435. Altri contatti: Joachim
Silue tel. 347 2721246, e-mail
kagne1@yahoo.it; Ousmane
Coulibaly tel 339 5962924.
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IN
BREVE:
No Comment: Iller Incerti
In mostra fino al prossimo 5 gennaio 2004, presso lo Spazio Nove
di Faenza, le opere digitali di Iller
Incerti (Montecchio Emilia –RE-
1955).
Orario: 9 – 12,30; 15 – 19.
Chiuso sabato pomeriggio e domenica.
Spazio Nove Arte Conteporanea,
via Agonia 9.
Info:
tel. 0546 660033.
Sito internet dell’artista: http://www.illerincerti.com/
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ALTRARTE:
Movimento Centrale: nasce a Rimini
la fabbrica della danza
Ha inaugurato a Rimini il 26 settembre scorso Movimento Centrale,
uno spazio - performance realizzato con il contributo della Provincia
e nato dall’impegno di Claudio
Gasparotto a promuovere la cultura
della danza come arte aperta a tutti in virtù del suo potere
educativo e vitale, secondo un metodo di insegnamento che pone al
primo posto il valore ed il rispetto del corpo, il suo ascolto,
l’esplorazione della sua intelligenza.
Movimento Centrale si impegna in tre direzioni: formazione, produzione
e sociale grazie alla presenza di uno staff artistico altamente
qualificato
Le attività:
- Corsi di formazione: danza moderna – contemporanea; danza
classica – contemporanea; teatro – danza; danza –
pilates; danza creativa (3 – 5 anni); danza sottile per anziani;
atelier; stages e laboratori;
- Centro di produzione: Movimento Centrale ospita la compagnia «Giorni
Felici» di Barbara
Martinini e altre compagnie aderenti
alla rete del progetto teatro della provincia di Rimini;
- Danceartherapy: Movimento Centrale intende farsi tramite tra le
nuove possibilità formative e riabilitative offerte dalla
Danceartherapy e le esigenze della realtà sociale riminese
per l’integrazione e l’inserimento di persone con difficoltà
fisiche, psichiche e relazionali.
Lo staff:
Direzione artistica: Claudio
Gasparotto; direzione didattica:
Roberta Lepore;
staff artistico: Claudio Gasparotto, Gillian
Hobart, Roberta Lepore, Barbara
Martinini, Chiara
Reggiani, Simona
Sacchini.
I corsi sono iniziati il 29 settembre presso la sede di Movimento
Centrale - Danza & Teatro in Via Marecchiese, 296.
Per informazioni: 349 8870575 – claudiogasparotto@libero.it
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IN LIBRERIA:
«Due mani di colore»
E’
uscito per Medusa Editore di Milano «Due mani di
colore», il nuovo libro di Sabrina
Foschini e Paola
Turroni. Il libro è una
sorta di tavolozza di colori, a ognuno dei quali è associato
un dipinto della storia dell'arte. Nove racconti per ogni scrittrice
e 18 differenti dipinti, come emblemi di un preciso colore, la suggestione
di una tinta che può appartenere alla pittura o alle parole.
Sabrina Foschini
(1968) pittrice e scrittrice. Diplomata all'Accademia di Belle
Arti di Ravenna, ha esposto in varie gallerie italiane ed europee.
Collabora con alcune riviste come critico d'arte e con recensioni.
Ha pubblicato le raccolte di poesie «Andare per il sottile»
(I quaderni del Battello Ebbro, Porretta), «Il paragone
col mare» e «Inno del corpo ricostruito» (Raffaelli
Editore, Rimini). Un’intervista
a Sabrina Foschini è stata pubblicata sul nostro sito
nella rubrica «A cena con l'artista».
Paola Turroni (1971)
tiene corsi di Linguaggio Cinematografico e Comunicazione e collabora
con riviste di letteratura e cinema. Scrive narrativa, poesia, drammaturgia
e critica cinematografica. Ha vinto diversi premi letterari. Ha
pubblicato le poesie «Animale» (Fara Editore,
Santarcangelo).
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IN LIBRERIA:
«Sammarinesi», Leonardo
Casali
Sarà presentato il
13 dicembre, alle ore 18 presso
il Teatro Titano di San Marino, il nuovo libro fotografico di Leonardo
Casali.
Frutto di un viaggio intorno al mondo della durata di un anno e
mezzo, «Sammarinesi», questo il titolo del volume, racconta
vite e storie di emigrati di tanti paesi attraverso altrettanti
ritratti fotografici. Testi di Ferdinando
Scianna.
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MOSTRE PERMANENTI:
Renato Zavagli
detto Gruau
Non
è un caso che il Museo della Città di Rimini abbia
voluto dedicare uno spazio permanente a Renato Zavagli: riminese
di nascita e di padre, adottato dalla Francia col nome di René
Gruau (il cognome della madre parigina), lartista rappresenta
oggi uno dei più importanti illustratori di moda, di costume
e di pubblicità di questo secolo. La Sala Gruau espone
circa 80 sue opere, una ricca documentazione della vastissima produzione
di disegni, dipinti e opere grafiche, 600 dei quali sono stati acquisiti
dal comune di Rimini al fine di esporre in futuro lintera
opera.
René Gruau è nato a Rimini nel 1909 dal conte Alessandro
Zavagli e da Marie Gruau, ed è a Rimini che ha
appreso i primi rudimenti della pittura e del disegno, attraverso
le lezioni del pittore Gino Ravaioli. La Rimini cosmopolita
ed elegante dinizio secolo, raccolta attorno al Kursaal
e al Grand Hotel, è entrata a far parte del suo immaginario
artistico e, come eco, dellimmaginario di intere generazioni.
Considerato uno dei più importanti disegnatori di costumi
e di affiche pubblicitarie del dopoguerra, Gruau diviene negli anni
cinquanta e sessanta un mito per il mondo della moda. Dopo aver
collaborato, a partire dal 1924, con la rivista di moda italiana
Lidel, è come cittadino di Parigi, dove
si trasferisce nel 1930, che Gruau ottiene la sua consacrazione.
Ricercato dalle più importanti Case di moda e di cosmetica,
da Dior a Givency, da Chanel a Balenciaga,
con le quali collabora intensamente, Gruau lavora soprattutto con
lo stilista Christian Dior, uno dei suoi primi amici a Parigi,
che lo vuole al suo fianco per la progettazione di modelli e la
comunicazione delle proprie opere. Anche Federico Fellini si
rivolge a lui, negli anni sessanta, per disegnare i costumi della
Dolce Vita. Il suo nome forse non è molto
conosciuto al grande pubblico, in Italia in particolare, ma le sue
affiche eleganti, dai colori forti e contrastati, firmate con una
G e una stella, sono certamente note a tutti.
La Francia lo ha celebrato più volte con grandi mostre, ora
è Rimini a celebrarlo con questa esposizione permanente,
dal titolo Renato Zavagli detto Gruau. Orario di apertura
della mostra: dalle ore 16 alle ore 19, ingresso libero.
Per informazioni:
Museo della Città 0541/55082
http://www.comune.rimini.it/cultura/musei/citta/index.htm
Sito dellartista: http://www.rene-gruau.com/
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Michele Robertazzi,
“Il pittore che increspa le onde del cielo”
Rimini, mostra permanente
Il
suo Atelier Studio d’Arte a Rimini, in Via Cairoli 85, è
insieme il suo laboratorio e la sua personale galleria. Michele
Robertazzi, australiano di nascita,
riminese d’adozione, - “Il pittore increspa di onde
il cielo” - esprime nei suoi grandi pannelli una profonda
intensità naturalistica ed un’impronta fortemente architettonica.
Grandi olii dove il verde è la matrice pigmentale predominante,
mentre tutte le gamme si intridono - intensificandosi in floreali
sospensioni materiche o in delicati paesaggi onirici. “Sono
autodidatta. Dipingere è una necessità che voglio
esprimere”, dice di sé Robertazzi.
La mostra permanente resterà aperta fino alla fine di Aprile,
per riaprire alla fine del mese di Settembre del 2003.
Per informazioni:
Telefono: 0541 786214
Alcune sue opere nel sito della galleria d’arte Antiqua Coppede’:
http://www.antiquacoppede.it/shop/advanced/opere.php?art_codpro=012&B1=Prodotti
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Lo Splendore del reale
Talamello, mostra permanente
"Fernando
Gualtieri è l'artista di cui i critici hanno esaltato
il possesso rigoroso della realtà immediata, sensibile, catturata
in tutta la sua intensità e nello stesso tempo della nostalgia,
dell'aspirazione e ossessione di un sogno, è l'Artista che
ha trovato finalmente il segreto di dipingere l'aria, la luce, di
cui varia la tonalità ora per ora, dando tridimensionalità
ai suoi quadri."
(Amedeo Montemaggi)
Fernando Gualtieri,
classe 1919. Nasce a Parigi, vive a Viserba, studia tra Rimini e
la capitale francese; il padre è cesenate, la madre e i nonni
sono di Talamello. E’ proprio Talamello a dedicargli un museo
personale, nei locali dell’ex teatro comunale, con quattordici
opere fra le più belle, alcune di grandi dimensioni, donate
dall’artista stesso.
Considerato
dalla critica uno dei maggiori pittori viventi, maestro indiscusso
del cromatismo moderno e dell’iperrealismo, le sue opere sono
esposte nelle più importanti città del mondo. Recente
è, a titolo di esempio, l’invito della Societe
Nationale des Beaux-Arts a presentare una sua personale presso
il Carrousel del Louvre, imperniata su
"La Splendeur du Rèel", lo Splendore del Reale.
A Parigi, dove attualmente risiede, Gualtieri ha una sua galleria
permanente nel Boulevard du Montparnasse, la Galatée
Galerie, dalla quale provengono
alcuni dei quadri che formano l’attuale struttura del Museo
talamellese, fra cui il Gioco della morte, il Violino
tzigano, Ad Aeternam, L'Autoritratto, My
fair lady, Crepuscolo d'Oriente, Il mio Atelier,
oltre alla gigantesca tela di quattro metri, I leoni, che
costò al pittore due anni di lavoro e gli diede il primo
premio Rumsay
alla Biennale Franco-giapponese del 1993.
Per informazioni:
Tel 0549 900124; e-mail: staff@mktcomunicazione.com
Sito ufficiale di Fernando Gualtieri: www.fernandogualtieri.com
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